Tina Maze e lo 'scandalo mutandine' nel circo bianco
Lo sci femminile finisce nello "scandalo mutandine". La bufera infatti è scoppiata sul capo di Tina Maze che rischia di vedersi annullare il secondo posto di supergigante conquistato nell'ultimo week end di Coppa del Mondo a Bad Kleinkirchheim. Motivo? La 29enne slovena (campionessa del mondo in carica di gigante) è sotto inchiesta e si è vista confiscare la biancheria intima che indossava in gara. Avrebbe infatti messo una tuta internamente rivestita con della pellicola di plastica e non conforme ai regolamenti internazionali. Il reclamo contro di lei è stato fatto dalla Federazione Svizzera e ora la biancheria intima e materiale tecnico termico è stata portata in un laboratorio per un’approfondita analisi. Verrà testato con un porosimetro la permeabilità all'aria. Come finirà? Difficile da dire e in seno al clan sloveno regna un misto di rabbia (si fa notare che anche l'austriaca Fenninger finita dietro usa materiali simili) e ottimismo sulla conclusione della vicenda. "Ho sempre cercato di ottenere il miglior materiale possibile per Tina. E adesso, per una volta che siamo un passo avanti agli altri, succede questo", ha fatto sapere Andrea Massi, partner della Maze e capo del suo team.
Tina Maze, foto dal suo sitoGuarda la gallery



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