Mayweather vs Pacquiao: provocazioni e problemi per un match da 100 $

Floyd Mayweather vs Manny Pacquiao. La sfida non è solo sul ring, ma già esplode ovunque. A partire dai social network, dove i due pugili hanno ingaggiato un duello decisamente cruento. "Mostrati, canaglia", ha detto l'americano al campione filippino. Senza troppo rispetto o giri di parole. Poi ha aggiunto: "Pacquiao, parlo a te. Sali sul ring con me il 5 maggio e mostra a tutto il mondo quel che vuole vedere. La mia prigione è stata rinviata".
Per chi si fosse perso le precedenti puntate. Mayaweather (42 vittorie su 42 con 26 prima del limite) era stato condannato a 90 giorni di carcere per violenze commesse nei confronti della sua ex fidanzata. Ha però di recente ottenuto dalla giustizia americana lo slittamento della pena al 1° giugno, così da poter rispettare l'impegno contrattuale di un match il 5 maggio (a Las Vegas). Manca lo sfidante? Lui lo ha individuato in Pacquiao (uno che non perde da sette anni e ha 58 vittorie di cui 28 per ko con tre sconfitte) così da creare un evento clamoroso e atteissimo dagli appassionati. I due pugili più forti del momento, uno contro l'altro.
Problema. Il manager del filippino Bob Arum ha ripetutamente escluso la possibilità che la cosa si verifichi, viste le pendenze penali dell'americano e a causa dello scarso tempo a disposizione per organizzare un evento del genere e creare un impianto temporaneo da 40mila persone.
Da qui le provocazioni via Twitter per stanare Manny.
Missione compiuta. Pacquiao ha dato un assenso di massima alla sfida. Con dei 'però'. Oltre al teatro dell'evento di cui si accennava da trovare (cosa non facile) si parla di soldi. Un match del genere vale una borsa da 100 milioni di dollari, da dividere 50 e 50. Pacquiao ha fatto però presente un problemino: “Mayweather ha bisogno di un organizzatore che gli garantisca la sua parte. Io ce l’ho, lui no. Se lo trova, facciamo a metá e il combattimento si fa. Il mio promoter mi assicura la mia parte. Ma Mayweather non ha nessuno dalla sua, la GPB (Oscar de la Hoya’s Golden Boy Promotions) non gli garantisce la borsa”.
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