Matilde Ciccia ad Affari: "Il fallimento di Carolina? Era prevedibile"

Venerdì, 26 febbraio 2010 - 16:40:00

Di Luca De Franco

carolina kostner
Carolina Kostner, fine di un sogno
Dieci titoli italiani, quinto posto ai mondiali (in coppia con Lamberto Cesarani, nel 1975, a Colorado Springs, negli Usa), sesto alle Olimpiadi (sempre con Cesarani, nel 1976, a Innsbruck, in Austria) e una popolarità di gran lunga superiore a quella del suo sport fanno di Matilde Ciccia l’unica vera star del pattinaggio sul ghiaccio italiano. E’ quindi la persona giusta con cui parlare delle prestazioni degli azzurri alle Olimpiadi di Vancouver.

Come spiega la disastrosa prestazione di Carolina Kostner che ha chiuso al sedicesimo posto?
“Con la mancanza di basi tecniche che le impediscono di fare salti complicati come il doppio, il triplo e la combinata. L’avevo già detto proprio ad Affari Italiani lo scorso dicembre che a Carolina mancano le basi e che i suoi difetti non si possono correggere a 22 anni. Tre cadute alle Olimpiadi sono inconcepibili per una pattinatrice di alto livello. Specialmente per una campionessa d’Europa”.

Faiella Scali
Federica Faiella e Massimo Scali
Come è possibile che la Kostner abbia vinto il titolo europeo con questi limiti tecnici?
“Perchè le altre hanno pattinato peggio di lei. In Europa il livello tecnico è molto basso perchè gli insegnanti migliori sono andati a lavorare negli Stati Uniti. Il talento non basta. Un giovane ha bisogno di un istruttore che lo aiuti a correggere i difetti tecnici, ad allenarsi nel modo giusto, a sviluppare l’aggressività. Un altro limite di Carolina è proprio la mancanza di cattiveria agonistica: una campionessa è sicura di se stessa, aggredisce i problemi finchè non li risolve, non si fa scoraggiare da nessuno. Carolina è troppo fragile e lo dimostra in occasione delle gare importanti. Per fare un paragone con l’università: se uno studente sa di non essere preparato, va all’esame insicuro e alla prima domanda difficile si fa prendere dal panico non riuscendo nemmeno a dire quelle poche cose che sa”.

Eppure in Italia ci si aspettava molto da Carolina. Come spiega questa fiducia nei suoi confronti? 
“Chi capisce di pattinaggio sapeva che Carolina non aveva speranze. Ho il sospetto che lo sapesse anche lei. Hanno sbagliato quelli che le hanno messo troppa pressione addosso, aumentando la sua insicurezza”.

 

Matilde Ciccia sui pattini
Matilde Ciccia
Federica Faiella e Massimo Scali si sono classificati quinti (migliorando il tredicesimo posto di Torino 2006). E' soddisfatta del loro risultato?
“Loro mi sono sempre piaciuti. Per salire sul podio hanno bisogno di un pò di carisma. La loro grinta è solo apparente, i giudici lo percepiscono e non li premiamo con la medaglia. Federica Faiella, in particolare, dovrebbe sviluppare una sua personalità. Si trucca e si muove come Barbara Fusar Poli, un’altra ragazza che non trasmetteva carisma”.

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