Manassero, il Tiger Woods italiano

Martedì, 16 agosto 2011 - 12:20:00

Nella carriera di un campione prima o poi arriva inevitabilmenrte qualche delusione: dopo l'ottima partenza di giovedì scorso al primo giro del 93° US PGA Championship, quarto e ultimo major stagionale svoltosi all'Atlanta Athletic Club di Johns Creek, in Georgia, Matteo Manassero ha infatti chiuso il torneo con un risultato negativo se si tiene conto dell'eccellente primo giro di giovedì scorso che gli aveva permesso di piazzarsi al quinto posto. Il giovane golfista ha infatti fallito le ultime 4 buche dopo avere nelle 11 precedenti chiuse in perfetto e rassicurante par in prospettiva superamento del taglio. Ma non sarà certo qualche passo falso a macchiare una carriera fin qui fulminante.

Nel corso degli ultimi anni il diciottenne Matteo Manassero è stato, assieme ai fratelli Francesco ed Edoardo Molinari, un artefice del rilancio del golf in Italia: sono indubbiamente stati i loro successi ad avvicinare soprattutto i giovanissimi ad uno sport (o gioco, come preferiscono chiamarlo i golfisti) considerato comunemente elitario, "da vecchi", e dunque poco attraente per loro: una buona notizia, considerando che i ragazzini solitamente preferiscono identificarsi nei campioni del pallone, magari proprio in quelli che cambiano casacca alla prima occasione cedendo alle offerte spaventosamente alte di sceicchi arabi o magnati russi.

matteo manassero
Matteo Manassero
Nato a Negrar (Verona) il 19 aprile 1993, Matteo ha dimostrato precocemente un talento innato per il golf: Nel 2009, a soli 16 anni, accede alla ribalta internazionale vincendo il prestigioso The Amateur Championship, uno dei due maggiori tornei per dilettanti, diventando il più giovane vincitore di sempre nella sua categoria e garantendosi l'invito a partecipare al torneo Major The Open Championship. Nonostante la giovanissima età, grazie ad una prestazione maiuscola, Matteo si piazza al 13° posto  Molinari. Nell'aprile 2010, all'età di 16 anni, 11 mesi e 22 giorni, Manassero batte il record del sudafricano Bobby Cole che resisteva dal 1967, divenendo il più giovane giocatore di sempre a passare il taglio e a qualificarsi per i due giri finali del Masters di Augusta. Termina il torneo al 36° posto, sbalordendo tutti gli esperti del settore. Diventa professionista nel maggio del 2010, e il suo primo torneo dopo il passaggio di categoria lo gioca all'Italian Open, sul campo del Royal Park di Torino, classificandosi tra i primi 30. Invitato poi a giocare il prestigioso PGA Championship a Wentworth, non solo si qualifica per le due giornate finali di gara, ma finisce il torneo al 17° posto. Il 24 ottobre 2010, a soli sei mesi dal passaggio a professionista, Matteo Manassero vince il torneo di golf Castello Masters in Spagna, diventando a 17 anni sei mesi e cinque giorni il più giovane vincitore di una prova dell'European Tour, superando il neozelandese Danny Lee, che nel febbraio 2009 aveva vinto il Johnnie Walker Classic a Perth, in Australia. Nell'aprile 2011 conquista il suo secondo torneo dell'European Tour, imponendosi nel Malaysian Open disputato a Kuala Lampur. A soli 17 anni Matteo diventa così il più giovane vincitore di una prova dell'European Tour, superando il neozelandese Danny Lee, che nel febbraio 2009 aveva vinto il Johnnie Walker Classic a Perth, in Australia e vincendo il torneo di golf Castello Masters in Spagna.

Ma nella carriera di un campione ci sono, inevitabilmenrte, le delusioni: dopo l'ottima partenza di giovedì scorso al primo giro del 93° US PGA Championship, quarto e ultimo major stagionale svoltosi all'Atlanta Athletic Club di Johns Creek, in Georgia, Matteo Manassero ha chiuso il torneo con un risultato sotto tono se si tien conto dell'eccellente primo giro di giovedì scorso he gli aveva permesso di piazzarsi al quinto posto (-2), vale a dire nel gruppo dei giocatori che erano candidati, a giudizio degli esperti, a lottare per un posto tra i «top ten».
Purtroppo, il campione veronese venerdì scorso ha fallito le ultime 4 buche dopo avere nelle 11 precedenti chiuse in perfetto e rassicurante par in prospettiva superamento del taglio. A rendere tormentato il cammino di Matteo ha contribuito un bogey alla 6 pareggiato, comunque, da un birdie alla 14. Ma alla 15 un nuovo scivolone ha lasciato intendere che nel suo gioco qualcosa si era inceppato. Secondo bogey di giornata, quindi.

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