L'Ital-Lippi fa il suo esordio con il brivido contro l'Austria. Mister Marcello: "Il futuro della difesa? Gamberini e Chiellini"

Giovedì, 21 agosto 2008 - 08:31:00

Fuori Chiellini e dentro Legrottaglie: non è un cambio nella Juve, ma in Nazionale. Domenica notte Marcello Lippi ha chiamato Nicola da Bari (Gioia del Colle per la precisione), alias l'atleta di Cristo ("Non facio sesso da due anni", dichiarò qualche mese fa). Una convocazione che lascia intatta la quota degli ex Gea (c'è anche il romanista Aquilani, assistito da Zavaglia): per la felicità di baby Moggi e Lippi Jr, antichi soci nella società di procuratori (era situata in vicolo Barberini a Roma, a due passi dalla centralissima via Veneto) sciolta da qualche tempo, ma i cui procuratori continuano ad agire anche dopo che lo scandalo di calciopoli ha colpito il pallone italiano.


Lippi e Moggi

Si può leggere questa convocazione per un centrale discreto - ma non certo sicurissimo - come un favore del c.t. azzurro? Torna ad esplodere la logica del conflitto di interessi? Di sicuro mister Marcello abbandonò la Nazionale al termine del trionfale campionato del mondo di Germania 2006 anche per queste ragioni: l'attività di procuratore del figlio pestava i piedi con il suo ruolo di selezionatore della squadra italiana. Due anni sabbatici, una lunga vacanza a rintemprarsi, aspettando l'offerta giusta per tornare in panchina e poi l'addio a tutti i possibili pretendenti stranieri (qualche federazione, il Valencia e tiepidamente il Barça presero informazioni, ndr). Abete gli ha ridato la Nazionale, cacciando forse un po' troppo frettolosamente Donadoni (ma questo è un altro discorso) e lui si è sentito in condizione di riprenderla.

In Figc ha fatto capolino una ventata di aria nuova o... vecchia: a seconda se il bicchiere lo vogliamo vedere mezzo pieno o mezzo vuoto. Si può battezzare sotto il termine 'rinnovamento' o 'restaurazione'  lo stesso film intitolato "Marcello comes back".

Proprio l'ex mister della Juventus di Moggi, il giorno del suo ritorno, ha spiegato ai giornalisti: "Io non avrei mai lasciato. L'ho fatto e sapete il perché, l'ho fatto ancora prima di vincere il Mondiale, comunicandolo al capo-delegazione Abete prima della partita con la Repubblica Ceca". Aggiungendo che voleva lasciarsi alle spalle calciopoli: "Non ho intenzione di parlare ancora di quanto accaduto due anni fa. Ora la situazione è molto diversa, c'è un dibattito pubblico in cui le persone hanno la possibilità di spiegarsi e dire certe cose. Allora ogni parola era un problema, c'erano il mio nome e quello della mia famiglia in prima pagina e non potevo e non potevamo dire nulla. Ora il clima è molto diverso".

Insomma, non è più tempo di 'dibattiti sui conflitti di interessi'. Tornerà anche Luciano Moggi nel calcio? Forse non se n'è mai andato. Di certo la ex Gea non si ferma. "Non hanno mai smesso di fare affari e il loro portafoglio di clienti va aumentando. Sono sempre lì", ha dichiarato di recente il procuratore Claudio Pasqualin... Insomma, chi non muore si rivede.

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