Adri gela il Milan: "Se torno è per l'Inter"
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ADRIANO, "SE TORNO IN ITALIA E' PER L'INTER" -
"Se nelle scorse ore l'agente Gilmar veloz aveva strizzato un occhio al Milan in prospettiva giugno 2010, ecco che il suo pupillo, al secolo Adriano Leite Ribeiro parte con un contropiede degni dei suoi momenti migliopri.Palla al piede dribbla tutti e, ai microfoni di Studio Sport, manda un messaggio direttissimo per José Mourinho e Massimo Moratti: "Ho solo l'Inter come scelta in Italia, qualora dovessi andar via dal Brasile, lo farò solo per tornare in nerazzurro".
Va detto che in queste ore si parla anche di un Imperatore offerto fuori non in serie A, ma alla Liga spagnola e più precisamente all'Atletico Madrid (che a giugno potrebbe perdere uno tra Diego Forlan e il Khun Aguero).
![]() Rafinha e Spalletti |
SPALLETTI, LO ZENIT E L''ULTIMA CHIAMATA PER IL MILAN - Mentre Leonardo è tornato dal Brasile dopo il permesso di tre giorni concessogli dalla società (allenamento del sabato svolto da Tassotti con gli otto giocatori disponibili sul campo), continua ad essere nei radar rossoneri la situazione di Luciano Spalletti. L'ex allenatore della Roma non è ancora uscito del tutto dalla rosa di candidati per la panchina milanista (e della Nazionale per il dopo-Lippi: piace ad Abete, ma il suo stipendio non sarebbe un impegno banale per la Figc), in caso di divorzio con Leo al termine della stagione. Lo stato delle trattative tra il mister toscano e lo Zenit San Pietroburgo è in fase avanzata, ma la fumata bianca ancora non c'è. Divergenze sullo staff tecnico, sulla squadra di persone che Spalletti vuol portare con sé in Russia lo dividono dall'ufficializzazione dell'accordo. Anche se, dietro a queste motivazioni di facciata, c'è anche quel pensiero al Diavolo: il tecnico sta cercando di capire se a luglio ci sarebbero chance concrete per lui o meno. Nel giro di un mese tutte le decisioni però dovranno essere prese.
SEEDORF DIFENDE LEO - Intanto a Milanello però si deve guardare all'immediato, cercando di uscire dallo stato di crisi in cui ci siè infilati sin dal primo giorno di ritiro. Uno degli uomini più ascoltati in spogliatoio, Clarence Seedorf, si espone in difesa di Leo: "Per me, quello che non funziona in questo Milan è l’attacco. Credo che dobbiamo fare meglio. Una cosa fondamentale, specie in un momento del genere, è dare un supporto fino in fondo al nostro allenatore, che non ci sia niente tra lui e la squadra. Questo è fondamentale, se vogliamo essere tranquilli e ottenere dei risultati quest’anno. Cieca fiducia nel nostro allenatore, cominciando da me stesso, nel migliorare le mie prestazioni. Perché se migliora la mia, sicuramente migliora qualcosa anche nella squadra", ha spiegato ai microfoni di Sky. La sua analisi è lucida: "Credo che la fase difensiva, comunque sia, la stiamo facendo abbastanza bene. Ma produciamo troppo poco in avanti, siamo troppo poco concreti. Mi prendo io per primo la responsabilità in questo, visto che sono uno dei giocatori che deve dare tanto sotto questo aspetto. Ci metterò, come ho già fatto nelle ultime settimane, anche in allenamento, tutta la mia passione nel lavoro, per far si che già contro la Roma si possa trovare un Seedorf ancor più determinante e, spero, anche un Milan più determinante". 
Seedorf
ANCELOTTI A TUTTO CAMPO - Spalletti nel futuro? Chissà. Leo è il presente, mentre il passato ha il faccione rassicurante di Carlo Ancelotti. Proprio il tecnico di Reggiolo in queste ore è stato a Milano per registrare il Chiambretti Night e ha raccontato alcune verità sui rossoneri e dintorni. Parole rassicuranti le sue: "La barca del Milan non è affondata e non affonderà mai. In realtà a parte il Real Madrid tutte le società stanno scontando la contingenza della crisi economica". Quindi, è tornato sui famosi schemi della finale di Champions 2003 contro la Juve. Quelli che alcuni aneddoti calcistici attribuiscono alla mano di Silvio Berlusconi... "Il presidente partecipò alla riunione tecnica prima della partita, consegnai anche a lui una copia degli appunti preparati per i giocatori. Poi lui andò da Vespa dicendo che li aveva preparati lui", ha precisato ridendo Carletto.
Intanto lui è lodato da tutta l'Inghilterra per quello che sta facendo al Chelsea. Ancelotti ha gli anticorpi giusti nella polvere come nella gloria: "Le panchine sono uguali in tutto il mondo, sei vinci sei bravo, se perdi sei un coglione".
Un paio di battute miste. Una sullo Special: "Se Mourinho è Gesù, io non sono il suo apostolo", E una sulle contestazioni dei tempi bianconeri: "Ero un maiale per una piccola frangia, avere vinto a Manchester nella finale di Champions del 2003 è stata la più forte rivalsa verso questa gente"



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