Mihajlovic avanti, ma dietro restano i fantasmi di Leonardo e...

Martedì, 19 ottobre 2010 - 16:13:00

sinisa mihajlovic pic
Sinisa Mihajlovic

Trema Firenze che si sveglia ultima in classifica (cinque punti in sette giornate) e fragile più di quanto non potesse sognare nel peggiore degli incubi viola. Trema Sinisa Mihajlovic, l'allenatore che aveva fatto tanto bene a Catania, sin qui non è riuscito a dare la scossa giusta ad una squadra che in estate ha perso Jo-Jo Jovetic, il suo talento più grande. La società per ora ha rilanciato su di lui, con un uomo di esperienza e nervi saldi quale è Pantaleo Corvino in prima linea, per garantire serenità e sicurezza a tutto l'ambiente. Ma i prossimi risultati saranno decisivi.

leonardo panchina
Leonardo
L'esonero del serbo aprirebbe una corsa al successore, mentre in riva all'Arno già è partito il toto-nomi in caso di decisioni drastiche. A Firenze circola da giorni l'idenkit di Leonardo, che ha perso il treno per la panchina della Seleçao a scapito di Menezes e spera in un rilancio nel medio periodo dopo un'ottima stagione alla guida del Milan (portato a lottare quantomeno per lo scudetto malgrado l'Inter dell'anno scorso fosse decisamente superiore). Il grande dubbio legato a Leo è se accetterà di prendere una squadra in corsa, per giunta in così evidente difficoltà. C'è del buono e del talento però sul vascello viola e le possibilità di rilanciare questo gruppo esistono. Discorso simile tra pro e contro è legato anche a un altro mister gradito dalla piazza: Carlos Dunga. Passato con la maglia della Fiorentina e grande esperienza alla guida del Brasile, malgrado in patria i quarti di finale nel Mondiale del Sudafrica siano stati giudicati un assoluto fallimento (ma in precedenza aveva dimostrato di saper vincerere in Copa America e Confederation Cup).

Ipotesi affascinanti queste due, mentre al momento non vanno prese in grande considerazione quelle che sono circolate attorno a Marcello Lippi e Luciano Spalletti: vero che il primo vuole rimettersi in gioco dopo l'ultimo disastro azzurro e il secondo sta per chiudere la sua prima stagione alla guida dello Zenit San Pietroburgo. Ma entrambi vantano ambizioni e, soprattutto, ingaggi fuori dalla portata dell'attuale Fiorentina. Potrebbe invece entrare in gioco Roberto Donadoni se i Della Valle entrassero nell'ottica di idee di proporgli un contratto quantomeno fino al 30 giugno 2012: con la possibilità quindi di rimettere a posto le cose nel breve e programmare una stagione di rilancio nel medio periodo.

Meno suggestive, ma più concrete le soluzioni di riserva: da Cosmi a Papadopulo, passando per Novellino, Colomba, Ballardini e De Biasi. Tutti allenatori in cerca di riscatto e che non hanno grandissime pretese di ingaggio. Ma in fondo a Firenze i tifosi ancora sperano che Mihajlovic vada avanti: significherebbe che la squadra finalmente sarebbe riuscita a tornare su posizioni più consone alla sua tradizione e più lontane a quell'incubo che nel 1992/1993, con Aldo Agroppi subentrato in panchina e Cecchi Gori al comando, significò retrocessione in serie B.

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