Legrottaglie si trasforma nel 'moralizzatore'
Esser diventato atleta di Cristo gli ha cambiato la vita, forse lo ha riconsegnato ad alti livelli in serie A, però ora Nicola Legrottaglie decide la sua fede può farlo discettare sull'universo-mondo. Esprimendo concetti nel libro sulla sua vita che non mancheranno di far discutere.
In pillole eccone alcuni.
![]() Chiellini con Legrottaglie |
- L'omosessualità: "Oggi viene vista come una moda, una maniera come tante per essere contro. Nella Bibbia c’è scritto chiaro e tondo che l’omosessualità, sia maschile che femminile, è peccato". I gay? Fanno parte del mio prossimo e quindi li amo". Poi spiega: "Da etero e cristiano consiglio loro di leggere la Bibbia. E per quelli che vorranno, le mie riunioni del lunedì sono aperte. Il caso che ho citato in precedenza, un gay che oggi ha moglie e figli, la dice lunga".
- La fecondazione artificiale: "Fecondare in laboratorio è qualcosa di fantascientifico e la prima immagine fredda che mi viene in mente pensando a certi luoghi è soltanto la morte, laboratori dove appunto tutto è conservato in frigoriferi speciali. Giocare al piccolo chimico con la vita, con quella parolina che spetta solo a Dio, mi fa molta paura".
- I musulmani e l'Islam. La Juve lo voleva cedere dopo una prima stagione deludente. Da Istanbul spuntò la ricca offerta del Besiktas: "Mi sarei sistemato a livello di finanze. Ero consapevole che l’ambiente turco avrebbe potuto essere ostile alla mia crescita spirituale". Confessò fiducia "nei piani imperscrutabili del Signore Dio", ma si chiese: "Signore, ma perché proprio dai musulmani mi vuoi mandare?". Alla fine saltò tutto, per questioni burocratiche: "Dio stava lavorando per me".
- Legrottaglie ricorda di esser diventato "un inviato di fede", solo dopo aver attraversato i peccati della vita precedente, "tra belle donne e tanti soldi, un fighettino con le meches bionde e la fama di tiratardi".
Commento critico? Ci sorge un dubbio: forse-forse era meglio il Legrottaglie sciupaffemine e frequentatore di discoteche? De gustibus...



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