Ferrara: "Non sono riuscito a invertire la situazione per quanto riguarda i risultati, non è una vergogna"
FERRARA, "NON MI SENTO ESONERATO E COMUNQUE NON DEVO VERGOGNARMI" - "Non mi sento esonerato. L'idea di abbandonare non mi è mai passata per la testa per rispetto nei confronti della società e della mia coscienza. Non ho ricevuto nessuna comunicazione dalla mia dirigenza. Se qualcuno verrà a dirmi qualcosa, lo accetterò con la massima serenità. Non ho ricevuto comunicazioni e non le ho chieste". Ciro Ferrara puntualizza sulla sua situazione precaria. Poi ancora: "Nelle difficoltà, ho sempre cercato di scegliere con coscienza. Ecco perchè non ho dato le dimissioni o non ho preso una strada diversa in questi giorni. Se mi fossi reso conto di avere società e squadra contro di me, forse ci avrei pensato. Ma non ho notato un ambiente ostile. Finora non sono riuscito a invertire la situazione per quanto riguarda i risultati, non è una vergogna". Il mister bianconera spiega: "Vengo al campo al allenare e vado in panchina con lo stesso spirito e la stessa professionalità di sempre. La Juventus non sta sfruttando il mio lavoro in questi giorni, sono pagato. So quali persone ho di fronte, so quale società ho alle spalle. Quando mi comunicheranno qualcosa di diverso, ne prenderò atto senza alcun tipo di problema. Fino a quel momento, continuerò a comportarmi come mi sono comportato negli ultimi 20 anni. A questa società ho dato tanto, da questa società ho ricevuto tantissimo. Se la Juventus dovesse scegliere un altro allenatore, non ci sono problemi: non riuscirete a farmi dire qualcosa contro questo club, nel quale sono dal 1994. Prima di diventare allenatore, sono stato un dirigente. Nel 1994 ho scelto una società per rimanere a certi livelli: mi è stato concesso da giocatore, dirigente e allenatore. Ho scelto bene". 
Ciro Ferrara
ZAC SUL TRAGHETTO BIANCONERO. BENITEZ NON SMENTISCE -
Il Trap nicchia di fronte alla possibilità di allenare la Juve per sei mesi scarsi e Alberto Zaccheroni guadagna qualche posizione nella griglia di partenza per il dopo-Ferrara. Ciro conta gli ultimi giorni in panchina (se non ci saranno nuovi colpi di scena) e la dirigenza valuta chi mettere al suo posto. L'ex tecnico di Inter e Milan è fermo da tre anni e al Toro aveva avuto i suoi bei problemini però avrebbe la fiducia dei giocatori in virtù della sua grande esperienza accumulata negli anni (culminati con lo scudetto vinto in rossonero contro una Lazio di Cragnotti ben superiore). Altrimenti tornano i soliti nomi degli juventini di vecchia data: Claudio Gentile, Dino Zoff o addirittura qualcuno parla persino di Sergio Brio. Non certo allenatori rampanti e forse pure traghettatori da verificare. 
Alberto Zaccheroni
La prossima estate poi ci sarebbe comunque il tempo per dare il via a una rivoluzione. Magari societaria (e qui si deciderà la sorte di Jean Claude Blanc in primis), sicuramente tecnica. A questo proposito è indicativo che Rafa Benitez non abbia negato il suo possibile passaggio in bianconero a fine stagione. Certo, lo scoglio dell'ingaggio ha frenato l'arrivo di Hiddink (dirottando le sue attenzioni proprio sul Liverpool) e raffredda un po' gli entusiasmi del tecnico spagnolo. Però, ben sapendo che l'avventura ai Reds sta giungendo al termine (malgrado il cotnratto fino al 2014), al termine del pareggio di Premier League contro il Wolverhampton (mica lo United), si è ben guardato dallo smentire scenari torinesi e ha preferito girare intorno all'argomento svicolando il più possibile. "Preferisco parlare della partita. Le voci sul mio futuro? Non mi hanno distratto, sono stato concentrato per cercare di fare la cosa giusta per vincere questo incontro". Come si suol dire: non conferma, né smentisce.



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