Nascar/ Prosegue il dominio di Jimmie Johnson
Di Luca De Franco
Cambiano le regole, debuttano nuovi piloti, ma Jimmie Johnson continua a dominare il campionato Nascar. La quarta posizione in classifica, a 74 punti dal leader Kevin Harvick, non deve trarre in inganno: Jimmie ha vinto due corse su quattro, lasciandone una Jamie McMurray e Kurt Busch. Deludenti le prestazioni di Juan Pablo Montoya, solo 21° in classifica. Il colombiano ha compensato la delusione incassando 789mila dollari in premi, una somma fin troppo generosa considerando che Johnson ne ha guadagnati 1.256.000. I premi in denaro, che si aggiungono allo stipendio ed alle sponsorizzazioni, sono uno dei motivi che spingono i piloti a gareggiare con le auto di serie. Negli Stati Uniti tutto si misura con i soldi, se non c’è l’immediata convenienza economica, nessuno lavora. 
Jimmie Johnson
Jimmie Johnson è uno dei più bravi a monetizzare la sua popolarità, soprattutto da quando è stato eletto “Atleta dell’anno” dall’Associated Press americana. Il riconoscimento, per la prima volta consegnato ad un pilota Nascar, ha giovato enormemente alla popolarità di Johnson e della Nascar. Poco dopo averlo ricevuto, Johnson è stato protagonista di un reality televisivo, trasmesso dalla rete via cavo HBO, pubblicizzato anche con un enorme poster a Times Square, il cuore di New York City (una cosa impensabile dieci anni fa). Per molti anni il campionato Nascar è stato popolare solo nella zona meridionale degli Usa, poi è diventato uno sport nazionale. Il merito va ad una corretta campagna pubblicitaria, al lavoro dell’ufficio stampa, a premi in denaro sempre più consistenti ed a fuoriclasse come Jimmie Johnson.
Nato il 17 settembre 1975, a El Cajon (California, Usa), Jimmie Johnson ha debuttato nel 2001 ed è esploso nel 2002 conquistando tre vittorie e il quinto posto nella classifica finale. Nel 2006 ha vinto il primo titolo nella Sprint Cup. Nel 2007-8-9 ha replicato. Come ogni sportivo americano Jimmie ha alimentato la sua popolarità comportandosi da showman: dalle dichiarazioni bellicose, alle pose da pugile con una finta cintura da campione del mondo... tutto è servito per trasformarlo in personaggio e per incrementare la popolarità della Nascar.



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