Affari Internazionali - In Italia si gioca male

Sabato, 6 novembre 2010 - 13:16:00

Di Lorenzo Zacchetti*

inzaghi

Il record di Pippo Inzaghi non modifica la sostanza delle cose. La triste realtà è che il calcio italiano esce ridimensionato dal confronto con le rivali europee. Non si può che prenderne atto, dopo il poco incoraggiante consuntivo di Champions ed Europa League. Colpisce soprattutto il tonfo dell’Inter, campione d’Europa in carica, sul campo del Tottenham, una formazione certamente inferiore a quella di Benitez e che nella sfida di San Siro era stata prima sgretolata e poi rivitalizzata più dalla distrazione dei nerazzurri che dal potenziale distruttivo di Gareth Bale. Il gallese, vale la pena di ribadirlo, è senza dubbio un fenomeno, ma questa non è una valida scusante. Anzi, una volta di più si deve sottolineare la scarsa lungimiranza degli operatori di mercato italiani, visto che il talento di Bale era ben evidente anche tre anni e mezzo.

Concedendomi il vezzo dell’autocitazione, sono andato a ripescare il numero di luglio 2007 del mensile “Eurocalcio” (la rivista che allora dirigevo), la cui pagina 67 era interamente dedicata al laterale mancino. Vi leggo solo l’ultima frase dell’articolo: “Ce n’è abbastanza per dire che sia nata una stella, che sta per spegnere le 18 candeline sulla torta di compleanno”. Bale era appena passato dal Southampton al Tottenham per 5 milioni di sterline, mentre oggi gli “Spurs” chiedono che si aggiunga uno zero al cartellino del prezzo. Non basta, comunque, inchinarsi a chi ha fatto fare a Maicon la figura del bradipo: l’Inter deve soprattutto ritrovare la voglia di vincere, dopo una stagione che ha saziato anche la fame più atavica e un mercato che non ha certo rinforzato la rosa, rimpiazzando Balotelli con Coutinho. Dopo tanti anni di spese folli, d’altronde, è sinceramente comprensibile che Moratti abbia alzato il piede dall’acceleratore, certo di rimanere comunque in testa alla corsa: come valori assoluti, l’Inter è ancora di gran lunga la più forte squadra italiana.

Tuttavia, per Benitez non sarà facile far dimenticare Mourinho, saldamente in testa al gruppo G di Champions con il suo Real Madrid. Contro una squadra come le “merengues”, perdere al Bernabeu e pareggiare a San Siro non è disonorevole, ma è più preoccupante il modo in cui il Milan è giunto a tale risultato. Spesso fuori partita, i rossoneri hanno beneficiato dell’omaggio arbitrale sul secondo gol di Inzaghi (in netto fuorigioco), salvo poi concedere ingenuamente il pareggio a tempo scaduto. L’inesperienza di Allegri alla guida di una grande è un dato di fatto che non va nemmeno approfondito, ma ancora più inquietante è la mancanza di un progetto tattico chiaro nella costruzione della squadra da parte della società. Da tempo il problema più grave riguarda la difesa, dove basta che Thiago Silva o il cagionevole Nesta prendano il raffreddore per andare in crisi, anche perché finora Papastathopoulos è stato imbarazzante. Allora perché imbottire la rosa di attaccanti e affini, quando già Ronaldinho era un lusso difficile da permettersi? La sensazione è che gli ingaggi di Ibrahimovic e Robinho siano stati concepiti più come una mossa di marketing che come un reale potenziamento della squadra. Il loro arrivo ha segnato una netta inversione di tendenza rispetto al disinvestimento operato da Berlusconi (e ancor più dai suoi figli) nei confronti del club di via Turati fino a poco prima. Il premier ha spiegato di aver ritrovato l’entusiasmo dopo la difficile convivenza con Leonardo, al quale io invece farei fare un monumento a Milanello. E’ più plausibile che, visti i contrasti con Fini, già la scorsa estate desiderasse rilanciare attraverso il calcio la sua fama di vincente, nella prospettiva delle elezioni anticipate. Paradossalmente, i tifosi potrebbero sperare in qualche altro colpo a gennaio, visto l’imperversare del caso-Ruby. Intanto, però, la squadra deve fare i conti con alcune evidenti contraddizioni. Era ovvio sin dall’inizio che un tridente composto da attaccanti che non hanno mai avuto lo spirito di sacrificio tra le loro migliori doti avrebbe pesato sull’equilibrio complessivo dei rossoneri. Per reggerlo, ci vorrebbe un centrocampo blindato, ma il terzetto mediano di Allegri prevede due fiorettisti (Pirlo e Boateng) ed un solo badilatore: sia esso Gattuso, Ambrosini o Flamini, non gli si può chiedere di fare tutto il lavoro sporco da solo.

La Roma, passata a Basilea, in campionato zoppica vistosamente. Adriano è arrivato dal Brasile già mezzo rotto e francamente era difficile immaginarsi qualcosa di diverso, viste le sue condizioni di forma. Per fortuna si è presentata l’occasione rappresentata da Borriello, ma solo col ritorno di Totti agli abituali livelli di rendimento (soprattutto in fase realizzativa), i giallorossi potranno puntare a un posto nelle prime quattro. Non sono più confortanti le indicazioni dell’Europa League, che certamente non è una competizione molto ambita, ma che nemmeno si può svilire secondo convenienza, come la volpe con l’uva acerba. La Juve, bloccata in casa dal modesto Salisburgo, si trova in una situazione di classifica poco agevole e oltretutto è decimata dagli infortuni, cosa che peraltro si ripete da troppe stagioni. Il Napoli ha osato alzare la testa ad Anfield e subito è stato punito da Gerrard. La Samp è rimasta a bocca asciutta col Metalist ed ora deve gestire la grana-Cassano. I blucerchiati non hanno di che stare allegri: già avevano già fatto un mezzo miracolo lo scorso anno qualificandosi ai preliminari di Champions e ora, depauperati del loro talento più cristallino, sono destinati a rimetterci ancora più inesorabilmente. Garrone ci rifletta bene, anche perché il processo su pubblica piazza a Cassano non fa che deprezzarlo, in vista del mercato di gennaio. A Mosca è caduto anche il Palermo, che peraltro pure in campionato viaggia a corrente alternata. Il più grosso problema dei rosanero però non è sul campo, ma nella stanza dei bottoni: la perdita del d.s. Sabatini, considerato l’erede di Moggi in quanto a capacità di scovare campioni, è un duro colpo alle ambizioni del club. Molto dipenderà dalle scelte dei collaboratori di Sabatini (tra cui il mio amico Luca Cattani): il team che ha scoperti giocatori come Pastore e Ilicic non può essere smantellato a cuor leggero. Ognuno ha i suoi problemi ed il confronto con il calcio internazionale non fa che evidenziarli in maniera impietosa. Le coppe europee confermano la sensazione che serpeggia tra gli addetti ai lavori sin dalle prime battute del campionato: in Italia si gioca davvero male. I primi big match della stagione (la Juve ha già incontrato Inter e Milan) hanno generalmente deluso e, laddove c’è stato spettacolo, è stato più per la disorganizzazione delle squadre in campo che per un’effettiva eccellenza tecnica. Purtroppo spesso è così: il proliferare di occasioni da gol non deriva dalla qualità del gioco, ma, al contrario, da performance carenti.

E’ possibile che si tratti solamente di una fase transitoria e che, da qui a Natale, le scorie psicofisiche del mondiale vengano completamente smaltite, permettendo a chi ha maggiori qualità di avvalersene fino in fondo. Intanto, però, non è casuale che la Lazio, partita come outsider, sia arrivata al derby da capoclassifica. Quella di Reja è una squadra molto più “normale” e quadrata delle sue rivali, con pochi nazionali e con due acquisti veramente azzeccati, provenienti entrambi dal San Paolo: prima Andrè Dias (quando tutti parlavano del suo compagno di reparto Miranda) e poi Hernanes (che già diversi anni fa piaceva al Milan). E poi c’è l’allenatore, per niente “special one”, ma traboccante di buon senso. Reja fa bene a contare i punti che ancora mancano per arrivare alla matematica certezza della salvezza: faceva così anche Bagnoli e tutti sanno di cosa è stato capace il suo Verona nel 1985. E allora, non c’è dubbio, in Italia si giocava incredibilmente meglio.

*Lorenzo Zacchetti è il Publisher di Acacia Edizioni, casa editrice che pubblica 35 periodici di successo, tra cui “Hurrà Juventus”, “Superbasket”, “Computer Idea”, “Freeway Bike”, “Legend Bike” e “Tutto Mountain Bike”

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Siria/ Hollande, con via libera Onu sì ad intervento militare
Siria/ Casa Bianca, al momento sbagliato intervento militare
Petrolio/ A New York chiude in calo sotto 91 dollari
Calcioscommesse/ Prime ammissioni da Gatti e Acerbis
Terremoto/ Napolitano, fiducia, speranza e certezze a Emiliani
Bpm/ Ponzellini agli arresti, Gip: "la banca come 'cosa sua'"
Facebook/ A Wall Street titolo scende sotto quota 30 dollari
Fonsai/ Ghizzoni; pazienza banche limitata, Ligresti deliberino
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Vuoi cambiare casa?

Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
Cerca subito!

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso