Crisi Ippica, il presidente di Assogaloppo Carnevali: Servono 300 milioni per tre anni

“Chiediamo riforme e il minimo indispensabile per poter ripartire”. Lo spiega Fabio Carnevali. Il presidente di Assogaloppo, è andato in piazza Mastai per sostenere il presidio degli ippici dinanzi la sede di AAMS. “Questo e il presidio di giovedì davanti a Montecitorio sono finalizzati a dare energia alle nostre richieste già effettuate alle istituzioni. Chiediamo la riforma dei giochi e delle scommesse, penalizzati da una gestione confusa ed indecente, ma anche una riforma del settore pronta da anni ma rimasta nel cassetto dell’Assi. Chiediamo con forza - ha detto ad Agicos - che si rimedi ad un danno creato non dal settore, ma dalla politica”. Carnevali lancia un appello anche al Ministro delle politiche agricole Catania: ”Non chiediamo assistenzialismo come ha detto il Ministro ma soltanto il minimo per rimettere in moto la macchina. Finora i finanziamenti dello Stato sono serviti soltanto per tappare i buchi dell’Ente e non per far ripartire il settore”. Quanta benzina per far ripartire il settore? “Sarebbero sufficienti 100 milioni l’anno per tre anni” .
“L’ippica chiede certezza”, “AAMS ammazza l’ippica”, “ il nero dell’ippica vi ha sfamato per più di quaranta anni”, sono alcuni degli striscioni esposti dai manifestanti che indossano la pettorina” Salviamo l’ippica”.

Il taglio operato dal Governo sul settore ippico, i cui finanziamenti pubblici sono scesi da 150 a 40 milioni di euro nel 2012, rischia di mettere in ginocchio circa 50mila addetti del settore e 15mila cavalli. Per Adoc e' un danno alla tradizione italiana, a tutto vantaggio dei Paesi esteri. "Si sta correndo il rischio di eliminare un'antica tradizione italiana, gettando sul lastrico circa 50mila lavoratori del settore ippico - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - e danneggiando anche la razza equina per eccellenza, e' a rischio difatti il futuro di oltre 15mila cavalli. Un taglio a tutto vantaggio di altri Paesi, dove invece il settore ippico viene valorizzato e protetto dallo Stato. Per sostenere i costi e finanziare congruamente il settore basterebbe girare il 2% degli incassi annui che lo Stato ottiene dai giochi, pari complessivamente a oltre 70 miliardi di euro, come previsto in altri Paesi, in primis in Francia. Negli ultimi anni si e' assistito ad un abbandono progressivo del settore ippico da parte dello Stato, che ad oggi e' uno sport "inquinato" proprio a causa della mole di puntate che gravitano su di esso, e sui giochi d'azzardo online. In questo senso crediamo sia opportuno destinare parte degli incassi al finanziamento di un Fondo che informi sui rischi del gioco d'azzardo, tramite campagne da effettuare in collaborazione anche con le Associazioni dei consumatori, e dia assistenza ai giocatori patologici e alle loro famiglie".



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