Damiano Tommasi ad Affari: ecco il mio programma da presidente dell'Assocalciatori

Sabato, 7 maggio 2011 - 13:00:00
Di Giordano Brega

damiano tommasi
Damiano Tommasi ai tempi della Roma
"Io e Sergio Campana? Siamo due persone diverse, età diversa, preparazione diversa. Il periodo in cui ci prendiamo questo incarico è differente. Ci accomuna l'idea di metterci a disposizione per cercare di coordinare una categoria che spesso e volentieri ha bisogno di questo coordinamento. Poi è giusto che ognuno abbia il suo carattere e il modo di approcciarsi al ruolo". Parola di Damiano Tommasi. Il neo-presidente dell'Assocalciatori si confessa con Affaritaliani.it. Da problema dei vivai al tema del tesseramento legato al secondo extra-comunitario, dai contratti collettivi al modello Barça e...

ECCO L'INTERVISTA

Cosa pensa della proposta dei club di introdurre il tesseramente di un secondo extra-comunitario?
"C'è da capire il perché della riduzione a suo tempo ed eventualmente perché passare adesso a due adesso. Occorre capire se questa è la cosa migliore"

Cosa si dovrebbe fare per tutelare maggiormente i vivai e far sì che si torni a produrre molti calciatori potenzialmente in grado di giocare in nazionale?
"Al di là del fatto che l'Assocalciatori ha a cuore la nazionale e i vivai. Questi ultimi fanno parte del background di ogni calciatore, è chiaro che occorre investire se si vuole arrivare a dei risultati nel medio-periodo. Ma non è solo un discorso di vivai..."

In che senso?
"Ci stiamo abituando a volere il risultato nell'immediato e forse a volte sembra più semplice andare a prendere ragazzi cresciuti e già affermati altrove per poi inserirli nel nostro campionato già affermati. Sicuramente è più breve come tempi, ma anche più dispendioso..."

guardiola 420
Pepp Guardiola
Perchè però una squadra top come il Barça può permettersi di tutelare il suo vivaio arrivando ad ottenere i risultati sul campo e nel gioco che sono sotto gli occhi di tutti?
"Intanto serve la volontà. Poi quello del Barcellona non è un risultato improvvisato. Arriva da lontano, da anni e anni di lavoro. Se pensiamo che uno dei frutti di questo lavoro oggi è il loro allenatore, Pepp Guardiola, possiamo immaginare quanto tempo fa sia partito questo progetto. E poi occorre la convinzione di poterlo raggiungere, di poterci arrivare. Non è semplice e in Italia, ma non solo in Italia, il rischio come dicevo è che si guardi al breve e brevissimo periodo con il risultato immediato. Comunque stiamo parlando del Barça, un caso unico forse anche in Spagna"

Quale immagina possa essere la sua battaglia più dura da presidente dell'Assocalciatori?
"Qualsiasi iniziativa può essere complicatissima o facilissima a seconda dell'appoggio e della convinzione che si ha come categoria"

Un impegno che si prende come primo grande tema su cui lavorare?
"Tra le questioni da affrontare c'è sicuramente il fondo di garanzia e i suoi problemi, gli accordi collettivi con le leghe maggiori che richiedono una soluzione a brevissimo. Come associazione bisogna essere consapevoli non solo che si può dire la nostra ma anche che insieme si può cambiare qualche luogo comune che c'è attorno al calciatore. Smussare qualche atteggiamento sia internamente per quanto ci riguarda e sia nei confronti dell'esterno, che ultimamente stanno creando qualche difficoltà ma che purtroppo si rischia di dare per scontato".

sergio campana
Sergio Campana
In cosa si sente diverso e in che cosa accomunato dal suo predecessore Sergio Campana?
"Siamo due persone diverse, età diversa, preparazione diversa. Il periodo in cui ci prendiamo questo incarico è differente. Ci accomuna l'idea di metterci a disposizione per cercare di coordinare una categoria che spesso e volentieri ha bisogno di questo coordinamento. Poi è giusto che ognuno abbia il suo carattere e il modo di approcciarsi al ruolo".

Campana è stato presidente storico dell'assocalciatori. In un futuro a lungo periodo lei si vede ancora impegnato in queste lotte o pensa che si dedicherà ad altro?
"Ora non so, quando inizio una cosa non penso a quando finirà. Adesso penso a impegnarmi a dare tutto quello che ho nell'attività in cui mi sono calato. Oggi sto cercando di conoscere il più possibile l'ambiente in cui mi sto muovendo, che non è più quello del campo di gioco, in cui sicuramente devo fare tanta esperienza".  

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