Giovanni Morzenti ad Affaritaliani.it, "Razzoli, Brignone e le giovani promesse: l'Italia riparte verso le prossime Olimpiadi"
Di Giordano Brega
Si avvicinano le elezioni in seno alla Fisi e la corsa a due tra Giovanni Morzenti (eletto il 14 aprile 2007) e Carmelo Ghilardi è sempre più interessante. Chi prenderà in mano le sorti degli sport invernali a tinte azzurre nei prossimi anni? Il verdetto a fine mese. Affaritaliani.it ha parlato con il presidente in carica, facendo un bilancio del suo mandato. 
Giovanni Morzenti,
Razzoli e la Brignone
Presidente Morzenti, qual è la soddisfazione più grande che ha avuto durante questi anni in Fisi?
"Penso alle cose quotidiane: lavorare con i ragazzi, andare a vedere le gare, gli allenamenti, i corsi degli allenatori..."
In assoluto però si ricordano le vittorie. La più bella di queste stagioni?
"Sicuramente quella di Razzoli, perché è la più recente. Le vittorie sono state di grande emozione, ma anche le medaglie hanno la stessa valenza. Come il terzo posto di Pittin a Vancouver. Grandi momenti, ma per me lo sono stati anche tanti piazzamenti, che a volte sono come delle vittorie".
La prima cosa che vorrà fare se venisse rieletto alla presidenza della Fisi?
"Intanto vedremo come sarà composto il Consiglio Federale. Poi sarò subito all'opera le persone per definire la politica e la strategia dei prossimi quattro anni. Ci metteremo subito al lavoro per ripartire. Se sarò rieletto la prima riunione sarà il giorno dopo alle sette".
Ripartire anche alla luce di una spedizione a Vancouver in bianco e nero. Ci sono state alcune delusioni. Se l'aspettava un bilancio di questo tipo e come le spiega?
"Questa valutazione, se la fa con gli atleti, vedrà che non sono dello stesso avviso. Non dimentichiamo mai che lo sci è uno sport che si fa all'aperto, ci sono fattori climatici e di terreno che cambiano continuamente. E poi..."
Poi?
"Credo che la medaglia d'oro in Slalom non è che non fosse attesa. Credevo in Razzoli, come in altri atleti come Pittin. Sicuramente nello sci nordico qualche cosa in più potevamo fare. Però è un'Olimpiade dove ci sono stati anche dei piazzamenti che danno soddisfazione: abbiamo collezionato dei quarti posti, ben cinque. In più non dimentichiamo che nello slittino la partenza abbassata, le temperature modificate della pista - per il grave incidente che si verificò - hanno cambiato le condizioni di una specialità dove avevamo grandi chance. Chiaro che ripensando alle premesse di Vancouver, guardando le classifiche di Coppa del Mondo, tutti pensavamo di fare qualche medaglia in più".
E il futuro?
"Guardiamo ad esso. Alle grandi promesse che abbiamo..."
In questo senso, oltre a Razzoli e Pittin chi possono essere i giovani da cui ripartire nel prossimo quadriennio?
"Ci sono diversi ragazzi. Da Silvia Rupil nello sci nordico ad Antonio Fantino, Stefano Gross, Mattia Casse e Dominik Paris nello sci alpino. Credo che specialità come il bob faranno bene, nello snowboard bisogna lavorare sodo. Ma come in tutte le discipline. Infine vorrei anche ricordare il presente...".
Cioè?
"Ce già oggi gente come Heel, Innerhofer, Fill, i fratelli Moelgg, la Brignone, Johanna Schnarf che faranno bene. I nomi non mancano, esiste un terreno su cui ripartire da subito".



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