Flavio Briatore ad Affaritaliani: "In Italia? Non ci tornerò mai"
Momento turbolento per la Formula 1, scossa da polemiche e divisioni in questo 2009. Intanto, fuori caos del Circus, Flavio Briatore, team manager della scuderia francese (che per due anni ha vinto il campionato del mondo di F1 con lo spagnolo alla guida) si prende un momento per raccontarsi con affaritaliani.it.
Una vita tra successi e sacrifici. Mentre tra poche settimane festeggerà l'anniversario di matrimonio con Elisabetta Gregoraci (le nozze si celebrarono il 14 giugno 2008), il manager piemontese è infaticabile e lavora diciassette ore al giorno. Viaggia da un continente all’altro, Australia, Malesia, Cina e Bahrein, per seguire le varie tappe del Gran premio di Formula 1. Come si diventa un uomo di successo? Flavio Briatore ci racconta la sua avventura partendo da un paesino come Verzuolo, in provincia di Cuneo.

Briatore con la Gregoraci
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Un uomo deciso, sicuro di se e dal temperamento spavaldo e aggressivo. Questo ed altro ci si aspetterebbe prima di incontrare Flavio Briatore, che è esattamente l’opposto di quello che si possa pensare. E’ timido, pacato e molto riflessivo. Lo si vede spesso con le sue babbucce e occhiali colorati che in realtà non utilizza per mantenere un certo distacco, fra lui e l’interlocutore, ma solo come accessorio che serve a nascondere la sua timidezza.
![]() Flavio Briatore |
Briatore, come si diventa un uomo di successo, partendo da un piccolo paese come Verzuolo?
"Lavorando duramente. In fondo, si può avere successo anche partendo dal centro dell’India o del Pakistan, basta credere in ciò che si vuole ottenere. E’ il risultato che ottieni nel tuo lavoro che decreta il successo di un uomo".
Pensa che parte del suo successo sia attribuibile alla fortuna?
"La fortuna non ha un gran ruolo. E’ soprattutto questione di costanza. Se pensi di portercela fare, puoi raggiungere degli ottimi risultati, in fondo, non sempre comprando un biglietto della lotteria si vince, anche se sei una persona fortunata".
Se non avesse incontrato Benetton, oggi sarebbe così famoso?
"Voglio essere ottimista...chissà, forse se non avessi conosciuto Benetton, avrei potuto far meglio. Io sono riconoscente perchè, per me, l’amicizia è molto importante e Luciano è un vero amico".
Da ragazzo quale lavoro sognava per il suo futuro?
"No, volevo fare un lavoro che non fosse anonimo, una professione che mi dava la possibilità di esprimermi, di essere apprezzato".
Si è diplomato come geometra a Cuneo, poi ha fatto l’assicuratore ed anche l’agente immobiliare: come ricorda quegli anni trascorsi in Italia?
"Quando penso a Cuneo, ricordo la mia infanzia, in quella città ho iniziato a fare l’agente immobiliare ed anche l’assicuratore, cercavo di vendere polizze assicurative agli amici, ero diventato un professionista in questo settore e lavoravo per una grande compagnia di assicurazioni. Dopo mi sono trasferito a Milano quando avevo ventisette o ventotto anni, lavoravo in borsa e successivamente ho conosciuto Benetton, attraverso altri amici, ed ho iniziato a lavorare per le sue aziende negli Stati Uniti".
(SEGUE - DAGLI INIZI CON LUCIANO BENETTON ALLA F1, PASSANDO PER TRIBOLA E...)



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