Raiola, quanti guai: Balotelli ancora out, scoppia il caso Ibrahimovic

Venerdì, 19 marzo 2010 - 16:30:00

Ibra Balotelli Raiola

Momento di super-lavoro per Mino Raiola che, forse, dopo l'estate caldissima del 2009, si aspettava un po' più di relax godendosi i frutti del suo lavoro (doppio passaggio Ibra-Maxwell al Barcellona, un uon affare per tutti anche a detta di Moratti). Invece il procuratore più trendy del momento deve fare da crocerossino su due Paesi non più solo sullo Stivale. Su Balotelli la situazione è delicata perché all'atto pratico, tra voci rossonere o comunque di addio ai neruzzurri, la verità è un altra: Mario deve tornare in quota-Inter. Riprendere a giocare e sognare gol in campo. Perché stipendi da 5-6 milioni netti a stagioni non glieli assicura nessuno, non solo Massimo Moratti. Intanto la realtà è che non è stato convocato neanche per la trasferta col Palermo: Mourinho mantiene il pugno di ferro contro il giocatore, sapendo che società e squadra sono tutti fermamente dalla sua parte e appoggiano la linea che ha dato su questo fronte.

A Barcellona poi è scoppiato il caso Ibrahimovic. Nel match di Champions contro lo Stoccarda Zlatan è partito in panchina: sintomo di un malesse che lo svedese ha da qualche settimana in blaugrana. Il rendimento non è a livello della aspettative dell'ambiente che lo circonda (il fantasma di Eto'o) e Guardiola in una sfida come quella degli ottavi contro lo Stoccarda gli ha persino preferito il 19enne emergente Pedro. Una scelta tecnica per nulla andata giù a Ibra. Raiola conferma: "E' molto arrabbiato, molto triste, deluso…Ora non sta benissimo, ma lui è un guerriero, un grande combattente con un sacco di carattere, e io sono fiducioso che presto supererà questa situazione. E’ un grande giocatore che vuole sempre giocare, vuole sempre giocare le partite importanti". Ha confermato il procuratore del bomber. Parole chiare? Il seguito è molto più forte, perché Raiola ci mette un carico da novanta: "Quando sta male, fornisce assist alla squadra, mentre quando sta bene regala assist e segna gol decisivi. Tuttavia, ci sono giocatori che pensano solo a segnare e non a fare assist. Magari sarebbe arrivato il momento anche per lui di ricevere qualche assist per fare gol". Accusa molto precisa, pur senza far nomi. Difficile credere che voglia toccare sua maestà Messi, mentre va detto che un certo nervosismo in catalogna viene nutrito ultimamente attorno al capo di Thierry Henry. Intanto il procuratore di Ibra assicura: "Ora lavorerà di più per uscire da questa situazione, perché non è abituato a sedersi sulla panchina neanche in amichevole".

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