Ibra è sempre il re di Milano

Martedì, 19 gennaio 2010 - 11:37:00

Di Luca De Franco

ibrahimovic
Ibrahimovic, un doppio successo
agli Oscar grazie ai trionfi con l'Inter
Antonio Cabrini, Alexandre Pato, Julio Cesar, Fabio Quagliarella, Diego Milito, il mito del basket Dino Meneghin, l’allenatore Jose Mourinho erano alla cerimonia di consegna degli Oscar del Calcio svoltasi lunedì sera a Milano, ma nessuno di loro è stato capace di entusiasmare il pubblico come Zlatan Ibrahimovic. Quando Ibra è arrivato gli spettatori hanno smesso di acoltare il discorso del conduttore (Dan Peterson) e si sono girati per salutare il campione. Lo stesso Peterson, accortosi che stava succedendo qualcosa, ha guardato in fondo alla sala ed ha annunciato l’entrata di Ibra. Nei pochi minuti di pausa tra un blocco televisivo e l’altro, la gente cercava di avvicinarsi a Zlatan per un autografo o una foto ricordo. E quando è stato premiato come ‘Miglior calciatore straniero e Miglior calciatore in assoluto del 2009’, nessuno ha avuto da obiettare. E’ l’ennesima prova che la gente ama gli artisti del calcio. Si parla tanto di spirito di squadra, dell’importanza dell’allenatore, di schemi offensivi e difensivi, ma quello che impressiona e rimane nel ricordo dei veri appassionati è il colpo di tacco, l’invenzione di un genio che con il pallone fa numeri che nessuno può insegnare, che ridicolizzano qualunque tattica e sminuiscono l’allenamento scientifico. Il calcio è bello proprio perchè sfugge ad ogni logica. Infatti, i più grandi campioni erano pieni di difetti: Garrincha aveva una gamba più corta dell’altra, Diego Maradona si allenava poco, Roberto Baggio è stato criticato da ogni suo allenatore (tranne Carlo Mazzone), Pelè sul campo non seguiva certo gli schemi... Di Ibrahimovic si è sempre detto che non aveva spirito di gruppo, che non era gestibile dall’allenatore, che aveva un’opinione troppo alta di se stesso, che reagiva con cattiveria ai falli, che non si adeguava alle politiche societarie (quando giocava nell’Inter disse che gli scudetti vinti con la Juve erano legittimi perchè conquistati sul campo), ma tutto questo passa in secondo piano rispetto alla capacità di entusiasmare il pubblico con una tecnica sopraffina. Le gente paga per vedere gli artisti del pallone, di tutto il resto se ne frega. E finchè ci saranno artisti come Ibra il calcio prospererà.      

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