Usa, il pugilato è in crisi? Gli americani preferiscono... l'hockey
Di Benny Manocchia
Il pugilato negli Stati Uniti sta morendo? Niente paura: per gli appassionati dello sport del pugno c'è sempre l'hockey. Si,quello su ghiaccio, dove in un incontro di 60 minuti diviso in tre tempi da 20 ciascuno, cinque giocatori e il portiere tentano di rendere inabili i giocatori avversari. L'hockey è uno sport per i forti, per chi non ha paura di farsi male e non è contrario a far male all'opponente. Certo, nel 1875 i canadesi lo inventarono, questo benedetto hockey, per dimostrare che si poteva benissimo praticare uno sport indossando pattini:agilità, equilibrio, forza nel colpire il puck, ossia il disco di gomma dura,con bastoni resistentissimi. Il portiere lo avevano subito barricato con maschera, tuta resistente...all'atomica e per potere afferrare il puck gli avevano messo nelle mani guanti spaziali di quelli che non ti fanno mai perdere qualche dito. Così, bisogna ammmettere, l'hockey inventato dai canadesi, era al tempo stesso uno sport "maschio"e grazioso, anche se il termine non è mai piaciuto a molti. Ora c'era da sistemare il bodycheck, insomma le cariche:le cariche sono permesse, naturalmente. Come si fa ad evitare lo scontro tra due atleti che rincorrono il disco a gran velocità sul ghiaccio? Cosi, la carica è OK.
![]() Hockey su ghiaccio |
Ma più tardi l'hockey arrivò negli Stati Uniti (che subito dissero al mondo: lo abbiamo inventato noi!). In effetti qualcosa di "yankee" ce lo hanno messo in questo sport seguito da milioni di appassionati. Che cosa? Una violenza inaudita,senza preciso scopo,che sciupa tutto. Si può dire oggi che negli ultimi dieci anni la gente acquista un biglietto per seguire una partita di hockey sapendo che nell'arena vedrà scontri da far paura ai tori: cazzotti, calci, bastonate e nasi insanguinati e sopracciglia spaccate. Basta una sciocchezza per fare saltare la santabarbara delle violenze. Ricorda un po', stranamente, la lotta americana, quella che sul quadrato richiama atleti, allenatori, arbitri e tanta gente che non appartiene proprio fra le corde del ring. Ci sono scene anche un po' ridicole.
Due atleti vorrebbero picchiarsi ma sanno che si farebbero male perché entrambi indossano il casco ed altre protezioni; così si tengono per le braccia come in un ballo in cui entrambi sono gli "uomini" che guidano. Intanto l'arbitro fischia, urla,spinge mentre dietro di lui subito si accende un altro scontro di due o più giocatori che se le vogliono dare di santa ragione. Il pubblico fischia, urla, ride, incita alla lotta. Diamine, hanno pagato 20 dollari e vogliono vedere il sangue,proprio come gli spettatori di quel classico show che inizia alle "cinco de la tarde."
Tutto questo nella league dei professionisti, s'intende. Trenta squadre (24 americane e 6 canadesi) che si ritrovano in un tremendo balletto senza senso ma che piace agli spettatori. Ed è tutto lì. I giovani guardano le partite-round-pugilistico alla tv e imparano presto. Quando c'è un torneo dei piccoli l'arbitro cerca attentamente di tenere in pugno la gara, ma ci scappa sempre lo sberlone subito seguito dalle grida di una mamma ai margini del ring.E allora si vede una signora che entra nella pista per cercare di aiutare il suo piccolo. Due passi e la signora cade con il culo sul ghiaccio tra le prorompenti risate dei presenti. Ora, tutto questo è accettato, anche se non ufficialmente, dai massimi dirigenti dell'hockey nord americano. I dirigenti hanno capito l'andazzo e ora prima di ingaggiare un atleta chiedono delle sue capacità... pugilistiche. In ultima analisi,questo scialbo,violento quadro è la dimostrazione che pubblico e atleti si ritrovano nell'arena per dare sfogo ai loro istinti e liberarsi del "veleno" che devono assorbire ogni giorno in questo pazzo mondo di un'America irriconoscibile.



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