Tutti contro Mourinho/ Gussoni: "Ha una visione sua del campionato". Petrucci: "Difendo gli arbitri"
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"Mi hanno voluto come presidente di garanzia e come tale ho cercato di agire in questi 25 mesi di presidenza l'Aia è una componente della Figc, ha un regolamento che prevede un sistema quasi democratico di votazione. Non posso permettermi di mettermi in corsa contro l'uno o l'altro". Gussoni parla pure dell'Aia, che come le altre componenti federali andrà tra poco alle elezioni. "Se l'Aia è uscita dall'emergenza - ha proseguito Gussoni - lo diranno queste elezioni, non dimentichiamoci che saranno il 6 marzo e fino alle ore 12 del 5 di marzo è possibile presentare liste e candidature".
"Senza Gussoni non ci sarà Collina? Mi astengo dal pensare una cosa del genere, non vedo perché se cambia il presidente debba cambiare il designatore. L'Aia ha 31 mila associati e tra questi i futuri dirigenti devono sicuramente emergere, aspettiamo il 6 di marzo e ne parleremo". Il dirigente dei fischietti parla poi dell'indipendenza della categoria: "I costi arbitrali sono solo ed esclusivamente a carico della Figc che riceve le provvidenze del Coni, le leghe non c'entrano nulla. Del problema della federazione degli arbitri si discude da tempo, e' un problema sul quale potrebbe intervenire il Coni, ma il discorso riguarda tutti gli sport". Infine Gussoni parla della prova Tv che oggi riguatrda solo gesti disciplinari. "Sono regole che il calcio si è dato e non è stata l'Aia o gli arbitri a fare la normativa. La prova Tv è stata inserita da poco e forse poteva essere allargata, ma si potrebbe creare il caos". 
Intanto, mentre Gussoni rimprovera Mourinho e plaude al mister bianconero Claudio Ranieri, nuovi strali contro i fischietti d'Italia sono stati lanciati da Walter Zenga dopo la sconfitta del Catania contro la Juventus. Il tecnico etneo rimprovera i suoi ragazzi, ma pure chi ha diretto la partita: "Siamo davanti ad un film già visto, ormai facciamo tutto noi. La mia squadra è stata bene in campo, ha tenuto botta alla Juventus, eravamo riusciti anche a pareggiare. Poi è successo il solito, Mascara fa una magia e l'arbitro non vede il fallo di mano chiaro e limpido e noi ci facciamo gol da soli buttando al vento la prestazione e un pareggio d'oro". Quindi, aggiunge: "Non commento più l'errore arbitrale, mi secca consegnare soldi alla Lega o essere deferito o squalificato...purtroppo direi sempre le stesse cose dell'ultimo periodo. Il rigore era sacrosanto, come la rete di iaquinta viziata d aun aspinta su Stovini. Insomma non so veramente cos aggiugere".
E poi c'è Urbano Cairo, che si sfoga per il suo Torino penultimo in classifica: "Se avessimo avuto un trattamento regolare, oggi avremmo 6-7 punti in più. Ho fatto fare un elenco dei torti arbitrali subiti quest'anno: dalla prima giornata, ci sono stati errori in 6 o 7 partite. Anche contro il Chievo ci sono state situazioni eclatanti, compreso il gol che abbiamo incassato. È stato determinante un guardalinee, D'Agostini, che ha annullato a noi un gol di Bianchi contro il Cagliari: lo stesso assistente ieri ha ritenuta valida una rete identica. Oltre a questo episodio, c'è un rigore non concesso al Torino per fallo di Yepes su Stellone"



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