Fuori i colpevoli

Venerdì, 5 settembre 2008 - 15:08:00

di Fabrizio Gerolla

Come troppo spesso accade in Italia da un paio di giorni è caduta nel dimenticatoio la vergognosa giornata di violenza scoppiata in occasione della gara Roma Napoli, prima del campionato di serie A. Sono da sempre un accanito oppositore del "sistema" calcio in Italia ma questa volta non posso che schierarmi con questo sistema che, a mio avviso, oggi non ha colpe specifiche dato che la violenza fa parte della società.

Nel 1999 il Ministero dell'Interno ha istituito l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive cui sono affidati compiti di coordinamento centrale delle iniziative da attuare in occasione di incontri ritenuti particolarmente a rischio. Il 15 agosto di quest'anno è nato anche il CAMS (Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive). Entrambe gli organi sono costituiti da fior fior di cariche istituzionali di primissimo livello che però, in occasione dell’avvio della serie A, datato 31 agosto, evidentemente stavano sdraiate al sole delle località più rinomate. Anche un bambino di cinque anni sa che da sempre i tifosi napoletani e quelli della Roma sono nemici e quindi bisognava prendere precauzioni prima di questa gara e non correre ai ripari a fatto compiuto.

L’Osservatorio dove era? Perché non è intervenuto per tempo? Fuori un colpevole e basta con le pacche sulle spalle della serie “La prossima volta andrà meglio”. A dire il vero in una riunione del 21 agosto l’Osservatorio rimandava al Cams la decisione di questa prima giornata a rischio nelle gare Roma-Napoli e Fiorentina-Juventus ma qualche “genio” ha deciso per la linea morbida. Mi domando se questi personaggi sono mai entrati in uno stadio, non in tribuna d’onore. In curva dove comandano gli ultras, dove i delinquenti impongono la legge della strada e dove le forze dell’ordine non mettono piede. Solo conoscendo questo mondo si possono capire i vari meccanismi e cercare di combatterli.

Applicare con determinazione, il Daspo (Divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive) dando potere alla Polizia e al suo capo Manganelli i cui uomini rischiano la vita per un incontro di calcio. Ci si scandalizza quando i colpevoli di questi atti il giorno dopo un arresto tornano a casa dimenticando però che i giudici stessi non hanno potere e applicano leggi obsolete che non permettono di tenere questi delinquenti in carcere.

Caro Ministro dell’Interno si adoperi perché queste leggi assurde siano cambiate e le faccia applicare per direttissima già all’interno dello stadio come succede in altri paesi. Vietare le trasferte non serve a nulla. La repressione di massa non è un sintomo di civiltà. Nel 2004/2005 il Napoli ha giocato in C1 invadendo con la sua gente i campi di tutta Italia senza incidenti. Quelli sono i tifosi del Napoli non i criminali che hanno messo a fuoco e fiamme due stazioni e hanno devastato un treno. Sono camorristi? Bene siano trattati come tali. In questo caso le leggi ci sono e possono essere applicate. Caro Ministro mi passi la metafora: “ Fuori i Maroni e via ai Manganelli “ non aspettiamo l’ennesima morte di un innocente per passare al pugno duro. 

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