Federer e Nadal, dubbi da... 2010
Roger Federer e Serena Williams sono stati nominati migliori giocatori di tennis dell'anno dalla federazione internazionale. Per il fuoriclasse di Basilea è la quinta volta in carriera, mentre l'americana aveva vinto solo in un'occasione predentemente (nel 2009 può fregiarsi anche del titolo di best-doppista, in compagnia di sua sorella Venus, mentre tra gli uomini premio nel doppio ai gemelli statunitensi Bob e Mike Bryan). 
Roger Federer
Se per Serenona può essere una bella soddisfazione che premia una superiorità netta da anni sulle rivali pur se non è semrpe stata continua e al top della condizione fisica, il primato di King Roger paradossalmente genera sorpresa. Nessuno avrebbe scommesso su una sua resurrezione a maggio. Torniamo indietro con la macchina del tempo: sconfitto da Nadal persino sul cemento dell'Australian Open, quasi succube del dominio di Rafa sulla terra rossa e incalzato dagli emergenti Djokovic-Murray, ormai sempre più convinti di potergli scippare la seconda posizione mondiale. Poi tutto è cambiato: le pessime condizioni fisiche di Nadal gli hanno aperto un'autostrada infinita, con trionfi al Rolland Garros (sin lì stregato), la riconquista di Wimbledon e la finale allo Us Open (anmche se lì i suoi tifosi scommettevano su una vittoria).
Roger number 1, onore a Roger.
Ora sorge un dubbio: sarà l'ultimo anno del dominio di Federer? Sbaglia chi pensa che l'assalto di Djokovic e Murray sia stato definitivamente respinto. I due non sono riusciti a mettere sotto il 28enne di Basilea in termini di classifica mondiale, ma in più occasioni hanno dimostrato di poterlo e saperlo battere nei confronti diretti. Manca loro solo un pizzico di continuità e non è escluso che il 2010 sarà l'anno buono. 
Rafa Nadal
Aggiungiamoci quel Juan Martin Del Potro che ha sconfitto lo svizzero a Flushing Meadows e in certe fasi della stagione ha giocato un tennis irresistibile (soprattutto sul cemento: dev molto migliorare sulle altre superfici). E poi c'è Nadal. Il grande mistero-Rafa. Deve recuperare sicurezza e un po' di tono fisico: dopo l'infortunio è parso irriconoscibile. Stendiamo un velo pietoso sul Master (tre sconfitte in due set e a casa) e diamogli atto di aver mostrato carattere in finale di Davis dove ha guidato la Spagna al successo (buona vittoria su Berdych, ma test non decisivo per certificare la sua 'guarigione'). A gennaio però sarà chiamato a tornare sui suoi reali livelli (confermando la vittoria di un anno fa a Lebourne o almeno limitando le perdite), smentendo chi lo vede in caduta libera. Attenti a dare il mallorchino per morto, però, per contrastare questi rivali, dovrà tornare non meno che al 100% delle possibilità passate. Altrimenti gli sarà impossibile mantenere questi livelli di classifica...



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