Federer, declino di un re: fuori dai top-3 dopo otto anni

FEDERER, NESSUNO SLAM NEL 2012 A 1.50. MA NADAL LO INCORAGGIA - Nei giorni scorsi King Roger ha perso il podio virtuale nel ranking ATP dopo 432 settimane consecutive. Una notizia che ha fatto il giro del mondo e che desta riflessioni. Per i bookmaker,ad esempio si avvia sul viale del tramonto. Scavalcato da Andy Murray, dopo una annata avara di risultati lo svizzero record di titoli dello Slam (ben 16) perde il trono, ma non i colpi del campione, ancora inarrivabili per tutti. Dato più volte per finito, Federer ha sempre dimostrato il contrario, ed anche questa volta dovrà smentire i bookmaker che prevedono un’altra stagione priva di soddisfazioni per il tennista svizzero. Si gioca infatti a 1.50 uno “zero” nella lista degli Slam vinti da Roger nel 2012, quota 2.62 per un solo major conquistato, mentre sale a 15.00 l’ipotesi di una doppietta. Quota 67.00 per un tris di titoli, mentre sale a 200.00 il Grande Slam che ancora manca nel palmares di Federer.
A fargli coraggio comunque è stato il rivale di sempre, Rafa Nadal: "Roger è pronto per continuare a vincere. Fino a quando manterrà queste intenzioni, Roger continuerà a stare lì. Anche se sarà numero 4 o 24 del mondo. Io farei la stessa cosa. Il ranking ovviamente è una cosa molto importante ma non prioritaria. La cosa davvero importante è partecipare ad un torneo sapendo che lo puoi vincere"

Lo scozzese - vincitore al Master 1000 di Shangai che fa seguito ai tornei di Bangkok e Tokyo nelle due settimane precedenti - prova a mettersi nella scia di Rafa (in crisi di risultati/fiducia sul sintetico autunnale) e dell'indistruttibile Nole (fermo ai box per restauri dopo il trionfo di NY) visto che il ritmo (leggi risultati deludenti) di Federer ormai è troppo lento. Già, perché il 2011 dello svizzero non è stato esaltante: al di fuori della fantastica semifinale vinta a Parigi contro Djokovic (cedendo poi in finale con Nadal), il resto è stata un'infilata di delusioni in serie. O quasi. Ha sfiorato ancora l'impresa con Nole nella semifinale dello Us Open, subendo però lo choc di uscire sconfitto dopo aver avuto due match point (per il secondo anno consecutivo). Uno schiaffo di quelli che fanno male. L'ultimo grido di battaglia per un guerriero ormai vulnerabile: rimbalzato per il secondo anno di fila ai quarti nel suo ex giardinetto di casa (Wimbledon), fuori un passo prima della finale sia a Melbourne, Madrid, Miami, Indian Wells e Parigi-Bercy. Certo non lo possono appagare i successi nei Master 250 (terza categoria) di Doha e Stoccolma.
ll re non è nudo: semplicemente ha abdicato da tempo. E ora che ne sarà di lui? Attenzione a suonare le campane a morto. Nella sua racchetta tiene nascosti ancora colpi letali se non sul lungo periodo, quantomeno prendendo la mira in determinati tornei. Paradossalmente nel breve-medio periodo potrebbe anche riprendere la terza o magari seconda posizione. Ma non sarà facile visto che da qui a fine anno gli toccherà confermare le vittorie del 2010 a Stoccolma, Basilea e soprattutto al Masters di Londra (dove vinse una splendida finale con Nadal).
Fatti due conti per la storia, le statistiche di Roger raccontano che passato 432 settimane tra i top 3. Meglio di Pete Sampas (391) e John McEnroe (375). Un risultato mostruoso, ma non è riuscito a superare Ivan Lendl che ne fece 465 (3024 giorni di contro 3255), né ovviamente Jimmy Connors a quota 305 (dal 17 giugno 1974 al 19 febbraio 1984).
IL RANKING ATP
1. (1) Novak Djokovic (Ser) 13.860 punti
2. (2) Rafael Nadal (Spa) 10.375
3. (4) Andy Murray (Gbr) 7.825
4. (3) Roger Federer (Svi) 7.780
5. (5) David Ferrer (Spa) 4.710
6. (6) Robin Soderling (Sve) 3.500
7. (7) Tomas Berdych (Cec) 3.230
8. (9) Mardy Fish (Usa) 2.965
9. (8) Jo-Wilfried Tsonga (Fra) 2.880
10. (10) Gael Monfils (Fra) 2.525



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