Progetto States/ Le squadre di fantacalcio... scendono in campo
In questi tempi di Fantacalcio-mania, è normale che a qualcuno sia venuto in mente di fare il passo successivo. Dagli Usa, una società di Miami (Florida), la “Project Franchise”, grazie all’idea del suo fondatore Joe Scura, permetterà ai tifosi che verseranno una quota minima di solo 5 euro, di diventare dirigenti di una nuova squadra di calcio. Già in Inghilterra, lo scorso anno, c'era stato un tentativo simile. Lì era stata comprata una squadra già esistente, l’Ebbsfleet United, con sede nella piccola cittadina di Northfleet (appena 13.000 abitanti) nel Kent (l’idea britannica, per la cronaca, è stata di un ex giornalista sportivo e pubblicitario, Will Brooks: con 35 sterline i sostenitori si sono garantiti il diritto di voto nelle scelte cruciali del progetto). 
Fantacalcio...
sognando Beckham
La “Project Franchise” permette ai suoi soci (la quota, 5 euro, è più popolare di quella inglese) di prendere parte alle scelte (allenatore, giocatori da acquistare, fino al colore della maglia…). In più, e il tutto sempre grazie a internet, gli azionisti-dirigenti potranno seguire allenamenti e partite via web. Da ogni angolo del globo, quindi, si potrà capire se la squadra ha un futuro o meno, ed eventualmente capire come migliorarla.
Si comincia con una squadra regionale, dilettantistica quindi. Ma i margini di crescita, visto che (come detto prima) si potranno seguire le vicende del club anche a migliaia di chilometri di distanza grazie alla rete, sono decisamente infiniti. Il rischio, dopotutto, è di soli 5 euro. Se il numero dei partecipanti dovesse raggiungere quote supersoniche, allora a quel punto dal dilettantismo si passarebbe al professionismo e, perché no, anche ai livelli più alti. E a quel punto l’investimento potrebbe fruttare davvero tanto…
Il vero problema, probabilmente, sarà trovare un allenatore disposto a obbedire agli ordine della maggioranza dei suoi tifosi-presidenti. E lo stesso discorso vale per i giocatori. Anche in Italia abbiamo avuto un’esperienza simile: il Cervia del reality-show di Italia Uno “Campioni”; lì in panchina c’era il simpatico Ciccio Graziani, e in campo anche Maradona Jr. Da casa, gli spettatori avevano la possibilità di influenzare la formazione. L’esperimento, però, si è chiuso dopo 2 anni. Causa scarsi ascolti. Ma in quel caso il modello era molto meno rivoluzionario di quello americano. La “Project Franchise” offre infatti un’opportunità ben più appetitosa e radicale agli appassionati di pallone di tutto il mondo. Così, chi crederà nel progetto, magari la sera al bar potrà raccontare agli amici di essere il presidente di una squadra di calcio, con sede dall’altra parte del mondo. Forse all’inizio non verrà creduto, ma se i risultati dovessero arrivare, a quel punto diventerà l’idolo locale. Mica male, come prospettiva.
Oscar Lanti



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