In un libro, l'orgoglio e la commozione di Facchetti Jr

Sabato, 17 settembre 2011 - 13:00:00

facchettigrande

IL LIBRO    
 
Nascere e crescere all’ombra tenace dell’olmo Facchetti è stata per Gianfelice una grande fortuna, ma anche una sfida stimolante e non sempre facile. Ripercorrendo la vita del padre Giacinto, leggenda calcistica e straordinario esempio di integrità, Gianfelice ci mostra che correndo ostinatamente dietro i propri sogni si può costruire una vita esemplare. Scorrono così, in un’emozionante moviola, le immagini del capitano dell’Italia che ha battuto la Germania 4 a 3, i grandi derby con la maglia dell’Inter, le sfide con il russo Cislenko, il magico mondo delle figurine e il calcio eroico di una volta. A Gianfelice tocca anche il compito di difendere il padre dall’attacco del sottobosco calcistico, e lo fa con sanguigna passione di figlio. E mentre i tristi giocolieri del fango svaniscono nel nulla, a stagliarsi esemplare all’orizzonte resta solo il gigante Facchetti, con il suo tronco tenace e il suo sorriso gentile protetto da una chioma sempre perfettamente pettinata.
Perché si arrivi a segnare, la palla bisogna passarsela: questo libro è un lungo e affascinante assist tra un padre e un figlio e tra il figlio e i lettori. Il pallone che ci arriva è fatto di dignità, coscienza e lealtà, resistenza e pudore. Tocca a noi, adesso, saperlo giocare; per poi, un giorno, ripassarlo.  
 
I GIUDIZI   
 
"Giacinto – bel nome vegetale – era figlio della sua terra. Un bergamasco senza montagna e senza accento, che dei bergamaschi aveva però le qualità che contano: la tenacia, l’affidabilità, l’incapacità di parlare a vanvera, l’indignazione lenta ma implacabile. Un grande olmo piantato sulla strada tra Crema e Treviglio, durato troppo poco."

Beppe Severgnini  
 
UN BRANO   
 
"Lui era così: fermo e riflessivo perseguiva i suoi obiettivi con i tempi e gli spazi che trovava, sicuro prima o poi di farcela. «Ho sempre giocato per vincere. Anche da ragazzo, quando si giocava per strada si giocava per vincere. Non ho mai capito come si possa giocare e non cercare di vincere. Se non ci riesci, va bene, l’importante è sapere che hai fatto tutto il possibile», così pensava. Prima di scendere in campo si pettinava con cura, rilassato e precisissimo con quella sua fissazione per i capelli che proiettava anche su noi figli e sulle nostre acconciature che non gli andavano mai a genio. Poi entrava nel gioco e si sentiva pronto e preparato a combattere fino alla fine con tutta la sua gentilezza. Poteva non essere convinto di certe scelte, ma le rispettava. Così anche da dirigente e presidente. In fondo fu sotto la sua guida che tornammo a vincere..."

SE NO CHE GENTE SAREMO
Giocare, resistere e altre cose imparate da mio padre Giacinto
Gianfelice Facchetti
Collana: Il Cammeo
Pagine: 184
Prezzo: € 14.00

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