Fabregas, l'uomo da 80 milioni. Barça e City se lo contendono, ma...
Tutti sognano Fabregas in Europa, ma prendere lo spagnolo sarà anche quest'estate piuttosto complicato. Da due-tre stagioni va in onda la telenovela "Cesc lascia Londra'. Il cui finale tarda però ad esser trasmesso sugli schermi del calciomercato mondiale. Da indiscrezioni inglesi delle scorse settimane questa pareva la volta buona. Le certezze però non sono esattamente ferree. Tutt'altro. Chi sta seguendo lo spagnolo? I rumors portano a 4-5 squadre, ma due sono le più convinte: Barça e City. Mettiamola così. Se il centrocampista catalano deciderà di abbandonare i Gunners per ragioni di cuore, la scelta sarà tutta per Barcellona. Il portafoglio invece lo conduce a Manchester. Già perché Sandro Rosell e i suoi uomini hanno fatto quattro conti in merito all'operazione Cesc e le loro personalissime calcolatrici hanno emesso la sentenza: tra cartellino, ingaggio e commissioni gli verrebbe a costare 80 milioni di euro. Una cifra che il club campione di Spagna non vuole spendere (oltretutto sul cartellino l'intenzione di non andare oltre 28-30 milioni: lontani dai 45 che vennero rifiutati l'anno scorso). Lo sceicco Mansour invece potrebbe farlo. E forse anche la pretendente numero 3 e numero 4 di Fabregas: il Chelsea di un Abramovic tornato a investire nel pallone (o così ha fatto trapelare in vista del mercato estivo) e il Real Madrid di Mourinho. Il problema dei blancos è che Cesc se torna in Spagna mette il Barça come priorità. Ecco la ragione delle strategie molto defilate da parte di Florentino su di lui. A completare le corteggiatrici ci sarebbe il Milan, con le voci dei giorni scorsi legate a un Mino Raiola mobilitato da Adriano Galliani sull'affare. Inutile però creare qualcosa di più di semplici illusioni sin qui: la realtà è che il Diavolo parte troppo indietro per poter superare una concorrenza così spietata e la dirigenza di via Turati ne è più che conscia. 
Cesc Fabregas
Tutto questo, come si diceva all'inizio, dando per scontato ciò che scontato ancora non è: ossia l'addio del 24enne all'Arsenal. Wenger si è tutt'altro che arreso sul tema: "Mi batterò duramente perché lui non lasci i Gunners. Chi gli garantirebbe che in un'altra squadra vincerà dei trofei?", si è domandato retoricamente monsieur Arsene. Che arringa: "L'orgoglio più grande di un capitano e riuscire a vincere con la sua squadra. Un giocagtore che cambia squadra ogni volta che non è soddisfatto o non vince, non andrà da nessuna parte. Credo che la cosa migliore sia trovare un compromesso con la propria società e non lasciare se le cose non vanno come si spera". Wenger è il maestro di Fabregas e una voce sin qui sempre ascoltata dal ragazzo. Le pretendenti sono avvisate...



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