Dopo il Tour de France, Ivan Basso si racconta: "Rifarei tutto"
"Penso di aver fatto tutte le cose per bene. Rifarei tutto. Poi quella brutta caduta sull'Etna a 40 giorni dal via della corsa...". Ivan Basso, smaltita la delusione del Tour de France, racconta in una intervista a 'La Repubblica' il suo punto di vista e si dice sicuro di non aver commesso errori: "La caduta? Ci sono delle riflessioni oggettive da fare. Le conseguenze sono state davvero pesanti. A parte i punti attorno all'occhio e la vista indebolita, ho avuto problemi con le vertebre cervicali che mi hanno fatto perdere sensibilita' ai polsi e mi hanno impedito di lavorare sulla bici da crono. E si e' visto subito nella cronosquadre iniziale dove abbiamo beccato 1'20. Non riuscivo a stare in posizione aerodinamica. Poi ho dovuto prendere antibiotici per parecchi giorni. Infine ho dovuto recuperare il tempo perduto. Possono pure criticarmi, ma io ho la coscienza a posto. Ho coperto piu' di 40.000 metri di dislivello in salita in un mese prima del Tour". E continua: "Soffrivo troppo il cambio di ritmo degli avversari? E' vero. Succede quando la condizione non e' quella ottimale. Spingi di piu' per compensare il ritmo che ti manca. Allenamenti? No, E' solo un problema di condizione. Comunque con un Evans cosi' forte e gli Schleck quest'anno c'era ben poco da fare, si lottava per il quarto posto".
Intanto adesso la stagione e' andata: "E' il rischio che si corre quando si mette al centro il Tour de France - osserva Basso - ma faro' le altre corse: Emilia, Lombardia, non aspettero' di certo il prossimo anno per cercare di vincere. Possibile che faccia Giro e Tour se i percorsi non saranno troppo duri o che ne faccia una sola". Al Giro, oltre agli avversari, avra' la concorrenza interna di Nibali. Fatale che ci sia rivalita'... "Non e' detto. Non capisco perche' per gli Schleck, essere in due col ruolo di leader costituisca un vantaggio e per me e Vincenzo no. C'e' un rapporto chiarissimo fra di noi e una generazione di differenza. Vincenzo e' il futuro. Posso pensare che piu' divento vecchio e piu' vado forte? Sarei uno stupido a mettermi in competizione. Lui e' stato importante per il mio Giro 2010. Io potrei esserlo per lui di qui in avanti. Voglio dire: noi siamo gli Schleck d'Italia. L'unica differenza fra me e Vincenzo e' che non siamo fratelli. Ma io potrei essere il valore aggiunto per lui al Giro e lui per me al Tour o viceversa".
Gli anni passano ma le ambizioni di Basso sono intatte: "Motivatissimo. Ho passato momenti ben peggiori: ho superato due anni di squalifica per le vicende doping. Non mi sento vecchio, credo ancora di poter competere per il podio".



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