Una statua di cera per Djokovic. La Spagna furente per la parodia francese di Nadal. Rafa perà non querela

Una statua per Novak Djokovic. Il numero uno del mondo, reduce dal trionfo nella finale maratona cotnro Eafa Nadal agli Australian Open, si è recato a Jagodina (un centinaio di chilometri da Belgrado) per rendere omaggio all'inaugurazione di una scultura in suo onore all'interno del museo delle cere.
Realizzata dallo scultore belgradese Svetomir Radovic, è stata concepita sulla base di foto e video del campione serbo. Maglietta, pantaloncini, scarpe e racchetta, sono tutti capi originali. A dare un ulteriore tocco di realtà ecco pure la racchetta con la scritta Novak, la stessa che Djokovic ha distrutto durante la finale degli Us Open 2010 contro Nadal.
Nole eroe della Serbia, ma per quest'anno il suo cammino potrebbe allontanarsi da quello della sua patria sportiva. Oltre a saltare il primo turno di Coppa Davis (vinta da lui due anni fa per la prima volta nella storia della nazione) ha ammesso: "Non prometto di partecipare a questa competizione quest'anno." In linea con il suo grande rivale Rafa Nadal che aveva annunciato il foarfait già poche ore dopo il trionfo del 2011 contro l'argentina di Juan Martin Del Potro. Il 2012 con l'Olimpiade a Londra (una Wimbledon-bis a poche ora dalla fine dello Slam sull'erba) infatti si annuncia molto impegnativo. Djokovic potrebbe anche disertare il suo amato Serbia Open, torneo che si disputa sulla terra di Belgrado e viene organizzato dalla sua famiglia. "Sono nella lista, ma sarà difficile organizzare tutto. Per parteciparvi dovrei apportare cambiamenti radicali alla mia agenda". Non è un 'no' sicuro solo per l'amore che nutre per il torneo di casa.

Intanto tiene banco in Spagna la storia dello sketch francese di Canal Plus. Nel corso di una trasmissione satirica (Les Guignols) è stato trasmesso il filmato di un pupazzo di Rafa Nadal piuttosto gonfio che si ferma a un distributore di benzina, beve e poi urina nel serbatoio. Il Suv, riparte a tutta finché una pattuglia della polizia ferma il tennista perché "andava a 280 all'ora". Titolo: "Atleti spagnoli. Non vincono per caso". Una cosa che non ha fatto ridere nessuno in Spagna e ha provocato sdegnate reazioni. La federtennis spagnola ha querelato l'emittente transalpina. Rafa ha detto che "sono ripetitivi, sempre gli stessi e che accusano senza prove". Lo zio Toni ha espresso parole dure: "I francesi dovranno aspettare in eterno per trovare Rafa positivo. Le possibilità a cui loro fanno cenno sono pari a zero, e mi sconvolge il fatto che loro ignorino i tanti controlli a cui gli sportivi di punta si sottopongano ogni anno: Rafael, per esempio, ha già superato venti controlli, molti dei quali a sorpresa, e tutti sanno quanto sia difficile truccarne i risultati". Non ci sarà però nessuna azione legale: "E' stata un'uscita infelice, ma il miglior modo per smentire certe sciocchezze è passarci sopra".



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