Djokovic, appuntamento col destino: n°1 dopo Parigi se...
![]() Nole Djokovic (Foto LaPresse) |
NOLE DJOKOVIC, APPUNTAMENTO COL DESTINO A PARIGI
Di Giordano Brega
A Parigi sarà cambio della guardia al vertice della classifica mondiale. O quantomeno, tutto lascia credere che così sarà. Nole Djokovic è per la prima volta padrone del suo destino, in grado di raggiungere la vetta del ranking Atp a prescindere dai risultati di Nadal.
La vittoria a Roma è più di un cazzotto nello stomaco del mancino iberico, siamo quasi a un Ko tecnico. Rafa le ha tentate tutte, arrivando persino a rallentare il suo gioco con palle alte per togliere il ritmo al rivale serbo.
Senza alcun esito. Vedere il 25enne di Manacor rinunciare alla prova di forza, picchiando come un fabbro dal fondo è stata la prima vittoria di Djokovic, capace di spodestarlo su un rosso vero (non come quello di Madrid, in altura e in condizioni indoor). Stavolta niente scuse, una vittoria bruciante (sulla pelle del maiorchino) e ora la classifica emette le su sentenze.
![]() Rafa Nadal (Foto LaPresse) |
Nadal resta n°1 con 12.070 punti contro i 11.665 di Djokovic. Quattrocentocinque misere lunghezze che in proiezione sono molte di meno: al Roland Garros, Rafa difende il titolo (uno dei cinque che fanno bella mostra sulla bacheca di casa sua) con 2mila punti in dote, mentre sono solo 360 quelli di Nole. Morale della favola: se il 24enne di Belgrado arrivasse in finale, il n°1 planetario sarebbe tutto suo anche in caso di nuovo titolo vinto dallo spagnolo in terra di Francia.
Non basta. Novak ha un altro record nel mirino: gli basterà raggiungere i quarti per eguagliare il re, John McEnroe, come numero di partite vinte consecutivamente. La semifinale lo porterebbe al sorpasso in questa speciale classifica. Ricordiamo che Djoko quest'anno ha infilato un filotto di 37 successi consecutivi, cui vanno sommati anche i due in Coppa Davis di fine 2010.
L'ultima sconfitta l'ha subita da Federer nelle semifinali del Master di Londra. Già Roger, il vecchio sovrano del tennis mondiale osserva questo nuovo duopolio da spettatore non pagante. Al massimo da terzo incomodo: con la finale di Australia o semifinali di rango nei Master 1000 (Miami e Madrid) resta competitivo ad alti livelli. In Paradiso però c'è posto solo per due. E l'eventuale terzo rischia di essere non più lui, ma Andy Murray...



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