Diritti tv - Confalonieri: "Mediaset farà ricorso e non solo noi"

DIRITTI TV: CONFALONIERI, FAREMO RICORSO CONTRO SENTENZA CORTE UE - Mediaset annuncia che fara' ricorso contro la sentenza della Corte di giustizia Ue che ieri ha dichiarato illegali i limiti di territorialita' per la trasmissione tv degli incontri di calcio. Lo ha detto il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, a margine di un convegno sulla protezione dei diritti intellettuali. ''E' una sentenza di queste ore - ha detto Confalonieri -. Ci stiamo ragionando sopra, cosi' saltano tutte le esclusive. Ci saranno ricorsi su ricorsi, non solo da parte nostra, ma da tutto il settore''.
Martedì la Corte di giustizia dell'Unione europea aveva affemato che ''un sistema di licenze per la ritrasmissione degli incontri di calcio, che riconosce agli enti di radiodiffusione un'esclusiva territoriale per Stato membro e che vieta ai telespettatori di seguire tali trasmissioni con una scheda di decodificazione in altri Stati membri, e' contrario al diritto dell'Unione''. La Corte aveva cosi' respinto il ricorso della Football Association Premier League (Fapl) inglese contro i pub che utilizzano schede greche per la trasmissione delle partite. Una battaglia giudiziaria portata avanti e vinta dalla proprietaria di un pub.

UN UB INGLESE METTE KO LA PREMIER LEAGUE: LA UE RIVOLUZIONA LA LEGGE SUI DIRITTI TV - La proprietaria di un piccolo pub di Portsmouth, in Gran Bretagna, ha vinto una battaglia legale che promette di rivoluzionare il sistema dei diritti per la diffusione delle partite di calcio in Europa. Con una sentenza storica, la Corte di giustizia dell'Ue ha accolto il ricorso di Karen Murphy, condannata a una multa di 8mila sterline (9.300 euro) per aver trasmesso nel suo locale gli incontri del campionato inglese con una scheda e un decoder di una pay-tv greca: uno stratagemma sempre piu' diffuso nel Regno Unito per aggirare il costoso abbonamento ai colossi Sky e Espn, titolari dei diritti tv. Per i giudici di Lussemburgo, tuttavia, il sistema che vieta ai telespettatori di seguire le partite con una scheda di decodificazione in altri Stati membri e' contrario alla "libera prestazione dei servizi" e alla concorrenza nell'Unione. Tanto piu' che, ha aggiunto la Corte, la Premier League non puo' reclamare alcun diritto d'autore sugli incontri calcistici, che non possono essere considerati alla stregua di "creazioni intellettuali". Conclusione: il divieto di importazione, vendita o l'utilizzo di schede di decodificazione straniere "non puo' essere giustificato ne' con riguardo all'obiettivo della tutela dei diritti di proprieta' intellettuale" ne' a quello di "incoraggiare l'affluenza del pubblico negli stadi". "La mia cliente e' decisamente sollevata", ha commentato alla Bbc l'avvocato di Karen Murphy, Paul Dixon. Questa sentenza contribuira' "sicuramente ad aumentare la competizione nel mercato delle trasmissioni", ha aggiunto il legale. Ora il caso tornera' all'Alta Corte britannica, a cui era approdata la causa intentata dalla Premier League contro la Murphy; l'High Court, a sua volta, si era affidata ai giudici di Lussemburgo con una richiesta di interpretazione del diritto europeo. Di diverso tenore le reazioni all'interno della lega inglese: "Non e' la decisione che la Premier o le squadre desideravano", ha affermato il direttore esecutivo, Jez Moxey, aggiungendo che si dovra' fare una valutazione per il futuro sulle modalita' di vendita dei diritti tv. Quello del calcio "si e' dimostrato un mercato resistente", ha cercato di minimizzare. Secondo lo sport editor della Bbc, David Bond, la decisione della Corte Ue rappresenta invece "un colpo per la premier League e i broadcaster Sky e Espn".



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