Due retrocessioni per calcioscommesse: la Cina nella bufera
Due squadre retrocesse dalla prima alla seconda divisione e un team cadetto sospeso a tempo indeterminato: questi i duri provvedimenti adottati dalla FederCalcio cinese a seguito dello scandalo scommesse dell'autunno scorso. Secondo quanto riporta Agicos, il club di seconda divisione è stato praticamente "congelato" con una sospensione da tutte le competizioni. Le decisioni della commissione, comunque, non sono ancora effettive: mancano la ratifica della federazione e l'approvazione da parte del ministero dello Sport. Il prossimo campionato della Super League comincia tra un mese: a quanto pare, Guangzhou e Chengdu non verranno rimpiazzate. Il torneo è destinato a partire con sole 14 squadre. 
Il tutto senza dimenticare dei giocatori che pagavano per andare in nazionale. Avrebbero investito discrete somme di denaro in cambio di una convocazione o semplicemente per giocare in determinate partite internazionali. Alla base del meccanismo di corruzione ci sarebbe la constatazione che le presenze in nazionale aumenterebbero il valore dei calciatori e il loro potere contrattuale nei confronti del club di appartenenza. Oltre ad un aumento del valore del giocatore, la convocazione in nazionale garantirebbe grande visibilità e quindi la possibilità di essere chiamati da club stranieri. Secondo il reportage del Post, il tariffario è rigido: una convocazione in nazionale giovanile costerebbe ad un calciatore 80mila yuan (8.500 euro circa), un posto nella maggiore 100mila yuan (10.600 euro circa), mentre la chiamata per un match internazionale varrebbe il doppio. Fino a questo momento i dirigenti federali cinesi hanno preferito mantenere un riserbo assoluto sulla vicenda.



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