Chelsea, Abramovic pensa alla rivoluzione: addio Drogba e non solo
Stagione senza successi dopo il double del 2010 e sensazione forte: Roman Abramovic ha una gran voglia di rivoluzionare il Chelsea. Fine di un'era, di un gruppo. Al di là di Carlo Ancelotti e le voci in Gunners, al di là del nome (amatissimo) di Gianfranco Zola agitato come possibile simbolo della rivoluzione, fanno pensare i nomi dei partenti e messi sul mercato. Il primo in lista è roboante: Didier Drogba. Il 33enne centravanti è sceso moto di rendimento e può ancora dire la sua ma forse non sui livelli che si aspetta lo zar russo. Il problema di piazzarlo è legato a uno stipendio attorno ai 7,5 milioni che pochi possono permettersi. In queste ore però il nome dell'ivoriano è stato accostato al Manchester City che lascierà partire Tevez e forse non solo lui nel parco attaccanti. Non basta. Anche Malouda è in bilico e pare aver fatto il suo tempo come come Kalou, Ferreira, Zhirkov. Il laterale destro portoghese Bosingwa poi è in scadenza di contratto e non ha rinnovato: si è messo all'asta. Prima della definitiva esplosione di Abate anche il Milan si era interessato a lui. Successivamente c'è stato qualche sondaggio della Juventus pur senza l'affondo finale. Tra tanti giocatori in declino o non all'altezza delle ambizioni blues, quello che davvero potrebbe cambiare gli equilibri andandose è il ghanese Essien. Il 28enne centrocampista non è ancora tornato ai suoi livelli dopo l’operazione al ginocchio che gli ha fatto saltare il mondiale 2010 però resta un campione in cerca di rilancio. Se dovesse capire che a Londra non ci sarà totale fiducia su di lui allora lascerà. Nelle scorse settimane si era parlato anche di Milan, in occasione di una sua visita proprio all'ombra della Madonnina dove aveva incontrato Umberto Gandini e Paolo Maldini. Ufficialmente per organizzare un'amichevole di beneficenza. Però chissà... 



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