Calcio e ciclismo, quanti casi di cannabis!
Tre atleti su cento fanno uso di sostanze dopanti, nella maggior parte dei casi di cannabinoidi. E' quanto si legge nella relazione che la Commissione di vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive del Ministero del lavoro della salute e delle politiche sociali, ha presentato oggi al Parlamento. "Dai risultati delle analisi di laboratorio è emerso che dei 1607 atleti controllati 46 sono risultati positivi ai test antidoping, pari al 2,9%", si legge nel documento. "Le federazioni in cui si è registrata una prevalenza maggiore sono il calcio (con otto tesserati positivi) e il ciclismo (con sei atleti)". Anche quattro giocatori di handball non hanno rispettato il regolamento. Insieme a loro non hanno passato i test anche tre del judo, due dell'atletica leggera, due del rugby, due tennisti e due culturisti.
L'uso del doping, stando all'indagine, comprende praticamente tutte le discipline: dalla pallacanetro alla vela, dal tiro con l'arco al golf, dalla pesca sportiva al softball. I più indisciplinati risultano essere gli uomini: sono solo otto le donne controllate che hanno assunto sostanze proibite per migliorare le loro prestazioni. Con cosa si 'dopano' gli atleti? Nel 42,3% dei casi con cannabinoidi, poi con stimolanti (23,1%), diuretici (17,3%), anabolizzanti (5,8%) e le sostanze attive sul sistema ormonale come l'eritropoietina (5,8%). Sei degli atleti controllati sono inoltre risultati positivi a più sostanze.



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