Briatore non si ferma: porta Mosley e la Fia in tribunale
![]() Briatore e Nelsino Piquet il brasiliano lo ha accusato di aver pianificato il suo incidente al Gp di Malesia del 2008 per favorire la strategia di Fernando Alonso |
Il 24 ottobre il tribunale di Parigi sarà arbitro della guerra tra Max Mosley e Flavio Briatore.
L'ex dirigente della Renault sente mormorare propositi di grazia (meglio, forte sconto della pena) da parte della Fia in vista dell'elezione di Jean Todt (fortemente favorito sul rivale finlandese Ari Vatanen). Tutto questo dopo che da giorni il suo amico Bernie Ecclestone va raccontando ai quattro venti che a suo parere la pena comminatagli è stata esagerata.Voci e dichiarazioni che non hanno intenerito il cuore sanguinante di Briatore che al momento preferisce non fidarsi e va avanti per la sua strada.
Ha già depositato il suo ricorso al Tribunale di grande istanza della capitale transalpina, dove ha sede la Fia, per ottenere la cancellazione della sanzione inflittagli lo scorso 21 settembre. "In questa vicenda, la Fia si è messa al servizio di una sola persona", afferma Briatore in un comunicato. Ovvio che il riferimento era per Max Mosley. "Questa decisione è un'aberrazione giuridica e ho piena fiducia nei tribunali francesi per il ritorno a una giustizia imparziale".
Stando a quanto ha riportato il Journal du Dimanche, Briatore vorrebbe un risarcimento danni tra 500 mila ed un milione di euro. La tesi della difesa è chiara: la sanzione della Fia, a tempo indeterminato, è contraria al diritto europeo e alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo. Non basta, ci sarebbe anche vizi procedurali molto gravi da parte della Federazione che avrebbe convocato il manager piemontese senza elencare nè le motivazioni nè gli indizi raccolti a suo carico. Una "palese violazione dei diritti della difesa", commenta l'ex direttore della scuderia Renault nel comunicato.



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