Paolo Bossini sogna Londra 2012 dopo aver sconfitto il tumore

Undici mesi dopo Paolo Bossini è rinato. Gli avevano diagnosticato un tumore e il mondo era crollato sulle sue spalle di (grande) nuotatore. Settimane passate a far la chemio, col ricordo del primato europeo nei 200 rana, delle medaglie di tutti i colori (oro, argento e bronzo) continentali e soprattutto e l'amore di sua moglie Laura. E l'aiuto di Dio cui è stato 'avvicinato' dal suo amico Nicola Legrottaglie. A ventisei anni si può ricominciare a vivere, a gareggiare. Col gusto della competizione, sapendo che la sfida più importante è stata vinta. Il linfoma di Hodgkin - dal nome dello scienziato inglese che lo descrisse per la prima volta nell'Ottocento - è stato sconfitto. "Era il novembre dell'anno scorso, stavo guidando, a un certo punto giro la testa e il collo si blocca. Penso a uno strappo, o a qualcosa del genere. Faccio gli esami, poi ecco il responso: tumore. Il mondo mi è crollato addosso. In un istante".
"Mi sono ammalato di tumore a causa di Chernobyl. I medici mi hanno spiegato, che tra i bambini che erano piccoli nel 1986, quando c'è stato il disastro nucleare di Chernobyl, specie in quelli più sensibili come me, c'è stata una maggiore incidenza di tumori", ha spiegato in un'intervista di qualche tempo fa.
Tesi che ha trovato scettico il dottor Giuseppe Rossi, responsabile del servizio di ematologia agli Spedali Civili di Brescia: "Non risulta che ci siano collegamenti provati. Direi che è improbabile. Anche perchè la leucemia si può manifestare al massimo con cinque-sei-sette anni di ritardo. Non conosco il caso di Bossini nel dettaglio, ma venticinque mi sembrano troppi".
Brutti ricordi. Lontani. Ora c'è spazio per i sorrisi che possono godersi lui, Laura (modella conosciuta nel 2007 a una festa di Federica Pellegrini e sposata nello stesso anno a Las Vegas) e la piccola Angelica.
E Londra 2012, il sogno. Lui sa che non sarà facile: "A differenza dei Giochi di Atene (dove arrivò quarto, ndr) e Pechino (finalista, ndr), stavolta sarà durissima. Perchè i ranisti in Italia sono tanti e forti, ci sono giovani di grande talento che spingono, come facevo io sei-sette anni fa. A maggio ci saranno gli Italiani assoluti, a giugno l'Europeo. In base a quei risultati otterrò o meno il pass olimpico. Ho perso un anno intero, so che potrei anche non farcela. Ma non m'importa, l'unica cosa che conta è combattere fino alla fine, allenamento su allenamento, fino all'ultima bracciata".



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