Berlusconi sulla contestazione dei tifosi del Milan: “Sono amareggiato, non lo merito”
"Dopo tutto quello che ho fatto... Sono amareggiato, non lo merito. Sono stato io a portare questa squadra sul tetto del mondo, li ho fatti sognare e vengo ripagato cosi'...". Non sono solo le inchieste giudiziarie ad aver scosso Silvio Berlusconi negli ultimi giorni. Il rammarico del Cavaliere risale al post-partita tra Milan e Juventus, a quelle immagini dello striscione esposto dalla curva ("Presidente bocciato, assente ingiustificato"). Il premier - bloccato a casa per una fastidiosa laringite - proprio dopo il match con la 'Vecchia signora' ha confidato al telefono ad alcuni esponenti del Pdl la sua amarezza. "Non c'e' riconoscenza", si e' lasciato andare. Del resto ad alcuni suoi collaboratori spesso ricorda come il sentimento della riconoscenza "non appartiene al mondo della politica, figurarsi a quello dello sport...". Ma il presidente del Consiglio considera il Milan il suo 'gioiello', la sua creatura dalla quale non vuole assolutamente dividersi. Un legame cosi' forte da resistere alle sirene di chi in famiglia vorrebbe una cessione delle quote. Berlusconi, invece, anche se nei mesi scorsi avrebbe sondato la possibilita' di inserire in societa' un partner arabo, a 'mollare' la leadership non ci pensa proprio. Ed e' per questo che il Cavaliere domani in serata incontrera' a Milano i giocatori. L'incontro e' stato organizzato dalla societa' rossonera a villa Gernetto, la nuova residenza che il premer ha aperto a Vladimir Putin, a tanti imprenditori e a amministratori e dove vorrebbe che si tenesse la sede dell'universita' liberale. L'intenzione di Berlusconi sarebbe proprio quella di caricare l'ambiente, di confermare Ronaldinho, di invitare Ambrosini e compagni a pensare positivo, nonostante il quinto scudetto di fila dei cugini interisti. Berlusconi, riferiscono le stesse fonti, starebbe pensando sempre al duo Galli-Tassotti per la panchina e non avrebbe escluso l'idea di affidare a Paolo Maldini, bandiera rossonera, un ruolo dirigenziale di alto livello. Il 'caso Leonardo', l'allenatore rossonero voluto da Adriano Galliani a cui il Cavaliere non ha risparmiato delle critiche, ha lasciato il segno. 
Ma Berlusconi, spiegano le stesse fonti, vuole 'scendere in campo' per compattare l'ambiente. Puo' darsi che l'incontro con i giocatori avverra' nel pomeriggio, ma in ogni caso il Cavaliere ai suoi collaboratori ha comunicato l'intenzione di raggiungere la squadra. "Sono il presidente che ha vinto piu' di tutti, il Milan nei primi dieci anni del nuovo Millennio e' arrivata a fare tre finali di Champion's League", ripete il premier ai suoi interlocutori quando si trova a parlare delle sorti rossonere. Nelle cene con i senatori a palazzo Grazioli il Cavaliere si e' dilettato in questi mesi a fare l'allenatore, a discettare di tattica con tutti. Lanciando anche critiche a Leonardo per come ha fatto giocare la squadra quest'anno, pur considerando i tanti infortuni che hanno frenato Ronaldinho e compagni. "Tutte le squadre europee dovranno avere gestioni austere e anche noi andremo avanti in questo modo. Il mio Milan ha fatto la storia e nessuno lo deve dimenticare", ha spiegato nell'ultimo incontro con gli esponenti del Pdl di palazzo Madama.



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