Beretta: "Lo sciopero dei calciatori si può evitare". Campana? "Vogliono darci una lezione? Pronti allo stop"

Lunedì, 29 novembre 2010 - 16:10:00
Maurizio Beretta

"Continuo a pensare che se si esce dagli schemi tattici e affermazioni di principio ci siano tempi e condizioni per un accordo collettivo nuovo nell'interesse di tutti". Il presidente di Lega Beretta ancora spera che nelle prossime ore non venga proclamato lo sciopero dei calciatori. Poi ha aggiunto un concetto generale che sa di monito per tutti: "Vivere sulle perdite non sara' piu' consentito dalle norme Uefa. Questa e' la cosa di cui prendere atto con serenita' e voglia di lavorare affinche' le societa' italiane diventino competitive e forti".

Sul trend della serie A è ottimista: "Nel complesso e' un bel campionato, con ottimi riscontri per ascolti Tv e presenza negli stadi, con tutte le difficolta' che conosciamo". Uno dei problemi del nostro calcio resta quello degli impianti sportivi. "Purtroppo non e' una novita', abbiamo il parco stadi piu' obsoleto d'Europa e non e' piu' accettabile. Stiamo spingendo per la legge quadro che dovrebbe consentire di avere stadi accoglienti, gestiti dalle societa'. C'e' un disegno di legge approvato all'unanimita' al Senato, non posso che ringraziare il sottosegretario Crimi". Tornando sul rinvio per neve di Bologna-Chievo: "Il telone c'era, anche se nel 2010 sarebbero necessari campi riscaldati e stadi con architetture diverse. E' un salto di qualita' che va fatto. Speculazioni edilizie? Questi argomenti vengono utilizzati da chi e' nemico del calcio, da chi non vuole gli stadi nuovi. Non ci sono villini o speculazione, l'idea e' chiara. Negli altri paesi gli stadi sono stati finanziati con molto denaro pubblico, noi invece pensiamo che in questo momento sarebbe piu' giusto non togliere un euro ai cittadini, ma le risorse da qualche parte devono arrivare e una potrebbe essere legata ad altre iniziative che possano dare sviluppo e occupazione ma le chiavi dell'approvazione dei progetti sarebbero tutte nelle mani delle amministrazioni comunali, questo consentirebbe di avere impianti nuovi, sicuri con nuove tecnologie e senza gravare sulla finanza pubblica".

Il problema degli stadi non riguarda solo gli spalti ma i terreni di gioco che vanno in tilt dopo le prime piogge e la neve. "Il dato vero e' che nella stragrande maggioranza degli impianti la manutenzione del terreno spetta ai comuni - continua Beretta a radio Anch'io - noi cerchiamo costantemente di sollecitarli, anche su indicazioni della societa', ma e' la struttura di fondo che non va; i comuni gestiscono impianti che per loro sono in perdita e lo fanno con tutte le difficolta' della finanza pubblica. E' un sistema arrivato al capolinea". Situazione del Bologna: "Per quello che compete la Lega abbiamo vigilato, e messo in atto tutto quello che serviva. Oggi il rapporto tra il Bologna calcio, la Lega e le altre societa' e' garantito, le fideiussioni sono regolari. I passaggi societari attengono ai privati, noi non siamo la Consob delle societa' sportive".

sergio campana
Sergio Campana
CAMPANA "LEGA VUOL DARE LEZIONE, PRONTI A STOP - Sergio Campana non si fida. Certo, e' il gioco delle parti e quando una trattativa 'a scadenza' giunge alle fasi finali, si fa la voce grossa per raccogliere il massimo. Il presidente dell'Aic, pero', non riconosce la Lega di Maurizio Beretta come il miglior interlocutore possibile nel rinnovo di un contratto collettivo scaduto lo scorso giugno. "E' trent'anni che parlo di contratti - spiega Campana, in collegamento a "La Politica nel Pallone", su Gr Parlamento - Ne abbiamo rinnovati una decina senza mai una complicazione, risolvendo tutti i problemi in un paio di volte. Vorra' dire qualcosa se stavolta ci ritroviamo per ore tre volte alla settimana... E' cambiato l'interlocutore, la Lega sta applicando una strategia piu' politica che contrattuale". Tra le parti, insomma, non corre buon sangue, a poche ore dalla 'scadenza' dell'ultimatum del sindacato calciatori. Insomma, si potrebbe annunciare lo sciopero ("Preferisco dire astensione dalla prestazione, e se si fara' le date eventuali potrebbero essere sabato 11 e domenica 12 dicembre"), mercoledi' 1 dicembre c'e' la convocazione di Aic, Lega e Figc di fronte all'Alta Corte di Giustizia, presieduta da Riccardo Chieppa. "Mi giunge voce - e' l'accusa di Campana - che la Lega ci vuole dare una lezione, vuole togliere ai calciatori dei diritti acquisiti da decenni. Per questo i giocatori sono in fibrillazione". Sugli otto punti del nuovo contratto, l'Aic dice un no fermo su quelli riguardanti i fuori rosa ed i trasferimenti coatti: "La Lega parla di ammodernare il contratto ma in questo modo si vuole reintrodurre quel vincolo morto trent'anni fa. Noi siamo sempre stati disponibili, la Lega mi pare voglia invece continuare a stipulare contratti liberi ma c'e' il parere dell'Alta Corte di Giustizia che li renderebbe illegittimi. A questo punto non intendiamo piu' accettare dei rinvii, abbiamo visto che trovarsi ad un tavolo con la Lega e' inefficace". Campana, fautore convinto della sosta natalizia ("Non credo che le famiglie vogliano andare allo stadio a tutti i costi a Natale. L'unico paese in cui non c'e' e' l'Inghilterra, ma Capello l'ha invocata per far evitare brutte figure alla sua nazionale"), non si mostra particolarmente fiducioso per un accordo in extremis che eviti il commissario ad acta: "L'ultimo contratto e' stato scritto dall'avvocato del Milan e della Lega Cantamessa assieme a Cellino. Lo abbiamo accettato dopo un paio di discussioni e a nostro parere e' perfetto. Ma se si parla di ammodernamento in senso generico non va bene".

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