Emiliano a tutto campo. A.S. Bari, meglio il fallimento della svendita

Di Antonio V. Gelormini
La fascia tricolore da Sindaco, quella è pro-tempore. La sciarpa biancorossa d’ordinanza di tifoso del Bari, quella resterà al collo sempre. Nella buona e nella scongiurabile “cattiva sorte”. Michele Emiliano, da esperto e possente giocatore di basket, continua a muoversi a tutto campo.
Sindaco, presidente critico del PD, presidente della Fondazione Petruzzelli, presidente in pectore della Regione Puglia (scalda i muscoli già da un pezzo, per il dopo Vendola), eccellente magistrato in aspettativa, riappoggia per un attimo la toga sulle spalle di tifoso incallito e prova a dare una scossa alla situazione di stallo relativa alla difficile sopravvivenza della società calcistica barese.
All’orizzonte non si vedono spiragli rassicuranti, anzi tra meno di un mese: “Il 15 febbraio, incombe di nuovo la scadenza degli stipendi da pagare, già causa della penalizzazione di 2 punti in classifica per la squadra”. Oltre al provvedimento sanzionatorio della Commissione Disciplinare Nazionale della F.G.C.I. nei confronti dell’Amministratore Unico della società sportiva, Claudio Garzelli.
La famiglia Matarrese dovrebbe ricapitalizzare, quindi metter mano al portafoglio, ma pare non ci siano intenzioni a proposito. L’ipotetico passaggio di proprietà presenta: “Troppe incognite”, ha detto Emiliano, “scoraggiano gli eventuali acquirenti e danno ai venditori l’impressione che qualcuno voglia approfittare della situazione, per spuntare un prezzo troppo basso”.
“Tanto vale”, ha aggiunto il Sindaco col realismo del magistrato, “chiedere a questo punto l’intervento del Giudice Fallimentare, ossia, l’auto-fallimento”. Perché in definitiva: “E’ sempre meglio controllare la procedura fallimentare, anziché subirla”.
E’ comprensibile che la famiglia Matarrese, proprietaria del Bari, non abbia voglia di svendere, ma la procedura suggerita, secondo regolamento della F.G.C.I., è l’unico modo per evitare le conseguenze di un perdurante stato di insolvenza. “Anche perché”, ha sottolineato Emiliano, “la dichiarazione di fallimento, successiva all’istanza proposta dall’Amministratore Unico, non comporta automaticamente la scomparsa della squadra di calcio dal campionato di serie B”. Un percorso simile fu intrapreso, qualche tempo fa, anche dal Pescara Calcio, che chiese tempestivamente il fallimento, per consentire l’esercizio provvisorio dell’attività sportiva e il prosieguo del campionato.
Ma il Sindaco ne ha per tutti, e dopo il suggerimento arriva l’avvertimento. Comunque vadano le cose, sarà bene tener presente che: “E’ finita l’epoca della socializzazione pubblica dei costi del calcio. Lo stadio San Nicola ha costi di manutenzione altissimi e la città non può più farsi carico di una struttura utilizzata dai privati solo pochi giorni all’anno. Il Comune di Bari provvederà a fare del San Nicola un complesso alla stregua dei grandi stadi nel resto del mondo”. E rivolgendosi ai tifosi più intemperanti si è augurato che: “La passionalità della tifoseria del Bari possa ogni tanto darmi una mano anche nella lotta alla mafia e nella promozione dell’educazione al rispetto della città dei nostri figli”. Gli echi di una nuova campagna elettorale sono già chiaramente percepibili!


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