Asafa Powell partecipa ai mondiali, ma solo per merito della IAAF
di Luca De Franco
La vicenda di Asafa Powell è l'ennesima conferma di quanto la burocrazia faccia male allo sport. Pur essendo uno degli uomini più veloci del pianeta, la Giamaica non l'aveva convocato in nazionale per aver saltato il raduno di Norimberga (Germania), preferendo allenarsi in Italia. E' stata la federazione internazionale di atletica (la IAAF) a fare pressione su quella giamaicana per avere Powell ai mondiali. Insomma, i dirigenti giamaicani se ne fegavano del valore di Powell come atleta, della possibilità che vincesse una medaglia, di togliere un protagonista alla manifestazione più importante dell'anno. Per loro era più importante il mancato rispetto di una norma federale. Ma se questi signori non capiscono che lo sport ha la precedenza sulla burocrazia, che ci fanno al vertice di una federazione sportiva? Soprattutto di quella di atletica, che si occupa dello sport più popolare del loro paese. In Giamaica i velocisti sono idolatrati quanto i calciatori in Italia. Ogni medaglia che vincono, spinge i bambini ad imitarli garantendo il ricambio generazionale. Infatti, ai campionati giovanili di Kingston, accorrono decine di migliaia di spettatori per vedere in azione i campioni del futuro. Nonostante tutto questo, si voleva lasciare a casa Asafa Powell. Sarebbe meglio, lasciare a casa certi dirigenti...
![]() Asafa Powell |



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