Armstrong, accuse di doping dall'ex Floyd Landis
Il Cannibale texano torna sul banco degli.... accusati di doping. Solo che questa volte sono le parole di un ex compagno di squadra illustra quale Floyd Landis a metterlo in difficoltà di fronte all'opinione pubblica. Il ciclista americano ha ammesso che la sua carriera è stata basata sul l'assunzione di sostanze proibite e ha chiamato in causa altri colleghi, tra cui proprio Lance Armastrong. La confessione-accusa proviene da un corridore non di secondo piano: si vide annullare la vittoria nel Tour de France del 2006 per la positività e a beneficiare della passerella sui Campi Elisi fu il mediocre spagnolo Oscar Pereiro Sio, in una corsa già azzoppata dalle assenze di Ivan Basso e Jan Ullrich (scoppiò alla vigilia il caso Operaçion Puerto). Ma questa è la storia. Il 35enne di Lancaster guarda oltre e ha pronunciato le sue verità in una serie di mail inviate ai dirigenti della federazione internazionale e agli sponsor, di cui ha dato notizia il Wall Street Journal. 
Lance e Floyd
Landis, che in pubblico ha sempre respinto le accuse di doping, ha fatto i nomi di altri ciclisti e tecnici americani implicati in queste pratiche tra cui Armstrong, vincitore di sette Tour de France. Le mail, inviate fra il 30 aprile e il 6 maggio, descrivono con minuzia di date e dettagli come il ciclista imparò a farsi trasfusioni di sangue, ad assumere l'Epo e a uno steroide liquido assunto per via orale. In particolare nel 2002 e 2003, i suoi primi due anni alla Us Postal Service, Floyd racconta che fu l'allenatore di Armstrong, Johan Bruyel, a istruirlo su doping del sangue e ormoni della crescita e poi ne discusse a lungo con lo stesso campione texano. Nel 2003, a Girona, in Spagna, si fece prelevare nella stanza di Armstrong due sacche da mezzo litro di sangue da utilizzare per il Tour de France.



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