E' morto suicida il grande Alexis Arguello, ma era prevedibile...
di Luca De Franco
La notizia del suicidio di Alexis Arguello ha stupito il mondo, ma non chi conosceva il pugile nicaraguense. Sul ring, era stato un grande, vincendo il titolo mondiale in tre categorie di peso (superpiuma, leggeri e superleggeri), ma nella vita quotidiana non ne aveva combinata una giusta. All'apice della carriera, invece di mantenersi al top della forma psico-fisica e continuare a vincere, inziò a drogarsi ed a perdere. Come qualunque medico può confermare, nella boxe la droga non serve: hashish, marijuana ed eroina stordiscono e sul ring bisogna essere al massimo della forma, le droghe eccitanti come la cocaina durano troppo poco (venti minuti), le anfetamine durano a lungo ma ingrossano tanto il fegato che basta un solo pugno per far stramazzare a terra dal dolore chi lo riceve, prendendo gli allucinogeni non si è in grado nemmeno di salire sul ring. Nonostante questo, Arguello era abbastanza stupido da drogarsi e continuò a farlo dopo aver appeso i guantoni al chiodo. Non risulta che avesse smesso una volta iniziata la carriera politica. Come abbiamo fatto i suoi concittadini a eleggerlo sindaco di Managua è un mistero, ma in politica se ne sono viste anche di peggio. Insomma, Arguello era tutto tranne che un uomo equilibrato. Poteva combinare di tutto, anche spararsi nel petto. E lo ha fatto...
![]() Alexis Arguello (a destra) contro Aaron Pryor |



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