Somalia, fregata francese cattura 11 pirati
PARENTI ITALIANI PREOCCUPATI
"Mio fratello per il momento sta bene. Ma noi tutti siamo preoccupati soprattutto delle possibili ritorsioni dei pirati nei loro confronti, dopo i blitz recenti per la liberazione di altri ostaggi." Lo dice la sorella di Filippo Speziali, 50 anni, sambenedettese, uno dei 10 marittimi sequestrati con il rimorchiatore Bucaneer in Somalia. La sorella e la madre di Speziali, marinaio di lungo corso, vissuto in una famiglia di marinai e pescatori, e che gia' a 14 anni aveva preso la via del mare , vivono a Colonnella, in provincia di Teramo, al confine tra Marche e Abruzzo e a pochi chilometri da San Benedetto del Tronto. "Mio fratello e' un uomo forte e con grande esperienza - dice ancora la sorella del marittimo sequestrato dai pirati- ma il rischio e' che le condizioni possano cambiare da un momento all'altro. Se infatti l'equipaggio del Bucaneer verra' fatto uscire dalla nave, ora alla fonda in un porto del nord della Somalia, la situazione potrebbe peggiorare." La paura dei familiari di Filippo Speziali, nell'attesa che le trattative si sblocchino, e' quella che dopo il blitz portato a termine da forze speciali USA e francesi per liberare il capitano Richard Philipps, nei giorni scorsi, blitz che ha portato all'uccisione di tre pirati, i sequestratori del rimorchiatore italiano si sentano meno sicuri e piu' nervosi, e quindi possano compiere atti o ritorsioni che mettano in pericolo la vita degli ostaggi. Ma la madre di Speziali e' fiduciosa : "Io ho sempre la speranza che tutto quanto finisca bene. E comunque ora non posso fare niente altro che attendere."
I PIRATI APRONO IL FUOCO
Sale la tensione nelle acque a largo del Corno d'Africa. Dopo i due nuovi mercantili sequestrati stamane i pirati hanno aperto il fuoco su una terza nave. Lo riferiscono fonti della Nato
SOMALIA: PIRATI CATTURANO UN'ALTRA NAVE
Un'altra nave e' stata sequestrata dai pirati al largo delle coste della Somalia. Ne ha dato notizia la compagnia armatrice del cargo porta-granaglie 'Irene E.M.'.
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Ieri pomeriggio un commando di incursori americani con un blitz al tramonto, quando la luce del sole è diventata fioca e stava per scomparire, ha salvato Richard Phillips, il comandante del mercantile Alabama sequestrato mercoledì dai pirati somali nel Golfo di Aden e liberato dalla rivolta dell’equipaggio, tutto americano. Nella battaglia a bordo l’ufficiale era rimasto prigioniero dei bucanieri, che l’avevano trascinato con loro su una scialuppa di salvataggio. L’imbarcazione ha vagato senza carburante alla deriva a 300 miglia dalla costa, guardata a vista da due navi da guerra USA. Ieri pomeriggio l’attacco delle forze speciali USA. Tre pirati che tenevano prigionieri Phillips tre sono stati ammazzati, il quarto, che era salito a bordo di una nave americana per trattare è stato catturato. Nello scontro a fuoco anche il comandante dell’Alabama è stato ferito. Il blitz ha provocato dichiarazioni di vendetta da parte dei pirati a terra. Un sedicente loro capo ha dichiarato alle agenzie che gli americani pagheranno la mancanza di lealtà. «I negoziatori non si possono arrestare». Ieri mattina elicotteri provenienti dalle navi da guerra statunitensi che stazionano davanti alle coste dell’ex colonia italiana, avevano sorvolato i villaggi dove si annidano le gang di bucanieri. Secondo testimonianze raccolte al telefono dal Corriere della Sera, la gente a terra era scappata temendo un raid dall’alto.



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