Editoriale/ La violenza contro le donne? Questione di salute pubblica
di Maura Cossutta,
referente aziendale del Progetto Violenza
Dobbiamo garantire nei Lea la totalità del percorso assistenziale della violenza contro le donne. La violenza contro le donne è una questione di salute pubblica con conseguenze sulla salute psicofisica delle donne. A livello nazionale significa che è il servizio sanitario nazionale a doversi assumersi la responsabilità. Il diritto alla salute è un diritto forte che riconosce e promuove tutti gli altri diritti.
Adesso siamo tutti spezzettati. Dobbiamo costruire, attraverso i medici di medicina generale, uno screening sistematico anche per avere i dati. Il sommerso è un problema enorme rispetto alla violenza domestica. I nostri operatori hanno bisogno di avere subito i dati per capire se ci sono ricoveri ripetuti, sintomo e segno di possibili violenze. La Regione può fare tantissimo. Il bisogno formativo di tutti i servizi ospedalieri sta crescendo. Molte donne noi non le vediamo al pronto soccorso, ma negli ambulatori specialistici, curarsi in gastroenterologia, in neurologia, per mesi, per anni.
Il rapporto costi benefici di un servizio di questo genere ha l’ago della bilancia tutto da una parte. Tutti gli studi hanno messo in evidenza che le donne vittima di violenza hanno un peso di diversi milioni di euro sulla società in quanto accessi al pronto soccorso, procedimenti penali, insegnante di sostegno per i bambini e i ripetuti accessi all’ospedale. Noi, con circa sette operatori impegnati in un servizio h24, costiamo meno di due psicologhe con contratto a tempo indeterminato. Costiamo davvero solo quattro soldi.



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