Vino biologico, l'Italia fa incetta di premi. E la Coldiretti chiede all'Europa di garantirne standard di qualità e tipicità
Ben 622 vini provenienti da 19 Paesi e 220 medaglie assegnate. Sono questi i numeri della prima edizione di MUNDUSvini, il concorso internazionale del vino biologico, spin off del Biofach. Delle 622 etichette assaggiate dal panel di esperti lo scorso dicembre, ben 163 provenivano dall'Italia. Un dato che merita una riflessione, e per la qualità dell'enologia biologica italiana e per l'urgenza di accreditamento al di fuori dei confini del nostro Paese.
La giuria composta da 45 esperti ha valutato 390 rossi, 213 bianchi, 17 rosati e 2 blanc de noirs da coltivazione biologica, un sistema a 100 punti in conformità alle tabelle dell'O.I.V. (Organizzazione internazionale della vigna e del vino) e dell'U.I.Œ. (Unione internazionale degli enologi).
Assegnati nel complesso 220 medaglie, tra queste 5 "Grande Oro", 70 "Oro" e 145 "Argento". Netta prevalenza (63) ai produttori provenienti dall'Italia, rappresentata con il maggior numero di candidati (163). Ma di maggior rilievo il risultato conseguito dai viticoltori biologici tedeschi che hanno conquistato in totale 41 medaglie, tra cui 2 "Grande Oro" e 19 "Oro". Rispettivamente 1 "Grande Oro" ciascuna per altre due nazioni vinicole: la Francia (in tutto 26 medaglie) e l'Austria (in tutto 17 medaglie).
"I risultati mostrano che ha concorso un gran numero di vini biologici dal livello qualitativo molto elevato", questo il commento di Christoph Meininger, amministratore della MUNDUSvini. "Soprattutto i bianchi tedeschi si sono rivelati sorprendentemente forti".
I cinque vini con medaglia "Grande Oro" sono:
• 2008 Lieserer Rosenlay Riesling Spätlese Feinherb
Azienda vinicola Weingut Hubertushof GbR, Lieser (Mosella), Germania
• 2008 Stülb Gelber Muscateller edelsüß
Azienda vinicola Weingut Stülb, Zell (Mosella), Germania
• 2003 San Michele a Torri Vinsanto Colli del'Etruria Centrale DOC
Fattoria San Michele a Torri s.r.l., Scandicci (Toscana), Italia
• 2006 Vougeot 1er Cru Clos Blanc de Vougeot Monopole
Domaine de la Vougeraie, Premeaux Prissey (Borgogna), Francia
• 2006 Welschriesling Trockenbeerenauslese
Fattoria Bio Weingärtnerei Artner, Göttlesbronn (Carnuntum), Austria
E la Coldiretti non vuole i solfiti nei vini bio. Dimezzare il contenuto dei solfiti nel vino biologico per arrivare alla loro eliminazione non appena le tecniche di vinificazione e la sperimentazione richiesta lo consentiranno.
Il regolamento sul vino biologico è finalmente in discussione nelle stanze della Commissione Europea. E il vino biologico, è l'opinione della Coldiretti, deve essere prodotto solo nelle aree vocate dove sussistono effettivamente i requisiti per garantirne gli standard di qualità e tipicità. Secondo l'organizzazione occorre offrire al consumatore un vino che si differenzi nettamente da quello convenzionale altrimenti è molto difficile che possa incontrare il favore di un significativo numero di estimatori visti i vini di eccellenza che già sono ampiamente diffusi e conosciuti nel mondo. Il produttore, inoltre, deve osservare, in vigna, buone pratiche agronomiche, inclusa la scelta delle varietà più adatte all'area di produzione, che dovrebbe permettergli di ottenere uve di elevata qualità per i cui nel processo di vinificazione si riduce la necessità di ricorre ad additivi o processi di lavorazione che si tradurrebbero in una forzatura del metodo di produzione biologico.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















