Giovani/ Studiare all'estero per imparare... la tolleranza

Martedì, 3 agosto 2010 - 13:45:00

di Stefania La Malfa

SPECIALE STUDIO E LAVORO ALL'ESTERO

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Studiare in un paese straniero ed entrare in contatto con realtà lontane, imparando a relazionarsi in ambienti molto diversi dal proprio. E' questo l'obiettivo dell'associazione Intercultura Onlus, che organizza periodi di studio all'estero per studenti delle scuole superiori. Un'esperienza che arricchisce e insegna ad aprirsi agli altri, come racconta chi è tornato dopo aver trascorso 10 mesi in un paese straniero. Affaritaliani ha raccolto la testimonianza di tre ragazze che sono partite grazie al programma di Intercultura.

 

LE STORIE

Gaia Alberio ha 17 anni ed è partita da Saronno, in provincia di Varese, per la Finlandia. Frequenta il Liceo Scientifico a Busto Arstizio ma il terzo anno ha studiato nel paese scandinavo. "Da quando ero piccola avevo il sogno di studiare all'estero - spiega -: è stata un po' una sfida. Ho scelto la Finlandia perché mi affascinano i paesi nordici e perché sapevo che lì ci sono le scuole migliori". "Nel primo paese in cui sono stata, Perho, non mi sono trovata molto bene perché era un posto molto piccolo dove nessuno parlava inglese e dove la famglia che mi ospitava viveva lontano da quelle dei miei compagni di classe. Così, dopo 4-5 mesi mi sono trasferita in un'altra città, Kokkola". Gaia racconta di essersi adattata subito alle diverse abitudini. "Per comunicare con gli altri ho imparato il finlandese, ho cercato di seguire gli orari dei loro pasti che sono molto diversi dai nostri, visto che mangiano 5 volte al giorno. E anche per dormire mi sono adattata subito ai mesi di solo buio e a quelli di sola luce". "Prima di partire mi avevano detto che i finlandesi erano persone chiuse invece conoscendoli ho capito che in realtà sono solo timidi, cioè non fanno il primo passo per conoscere una persona nuova. Anch'io all'inizio ho avuto qualche esitazione ad avvicinarmi a loro ma dopo averlo fatto non ho avuto problemi di rapporti perché i finlandesi sono molto altruisti". E al ritorno Gaia dice di "essere maturata molto e di sentirsi cresciuta": "Questo periodo all'estero mi ha fatto aprire verso gli altri e mi ha anche insegnato a cavarmela da sola. Penso di essere più responsabile di prima". 


Gaia Alberio
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