Usura, in 3 anni “fagocitati” 200mila imprenditori. E Napoli non è più la capitale

Martedì, 24 gennaio 2012 - 09:04:00

Banche che prestano soldi con tassi usurari, organizzazioni criminali che s’impossessano delle imprese, e denunce che arrivano dopo anni, a volte dopo un’intera generazione. E a gestire le fila di un fenomeno che dal 2008 a oggi ha fagocitato circa 200 mila imprenditori - di cui 40 mila in Campania - costringendoli al fallimento, sono sempre le organizzazioni malavitose napoletane, anche se Napoli non è più la capitale dell’usura. Sono questi alcuni degli aspetti del fenomeno messo in evidenza dall’inchiesta, a firma di Luca Romano e Alessandra del Giudice, pubblicata da Napoli Città Sociale, il portale cittadino sul mondo sociale, gestito dal gruppo di imprese sociali Gesco. Con un fatturato di 40 miliardi di euro, l’usura è diventata l’attività economica più redditizia nel Paese e movimenta una quantità di denaro 4 volte superiore al racket. Colpisce famiglie, commercianti, piccole e medie aziende.

Dall’inchiesta emerge che, per la prima volta, il primato del fenomeno è passato da Napoli a Roma ma nella capitale all’usura “hanno cominciato a dedicarsi le organizzazioni camorristiche dei Casalesi e dei clan di Secondigliano”, denuncia il Procuratore Capo della Direzione nazionale antimafia Pietro Grasso descrivendo una vera e propria mutazione genetica del fenomeno. Se da una parte sopravvive la figura del vecchio “cravattaio” di quartiere che presta denaro a famiglie in difficoltà, oggi sui commercianti e le imprese si allunga la mano dell’usura mafiosa: “È un modo efficace e redditizio di riciclare denaro e il mezzo attraverso cui si impossessano del territori acquisendo alla lunga le attività degli esercenti che ricattano”, spiega Anna Maria Troncone Pm della procura di Nola che si occupa di reati finanziari.

L’inchiesta di Napoli Città Sociale racconta anche una storia in cui a prestare a tassi usurari sono state due banche, poi denunciate dalle vittime, e parla dell’unicum, sul fronte della prevenzione, costituito dalla Fondazione Moscati di padre Antonio Rastrelli. “Concediamo prestiti a chi è indebitato – dice Rastrelli - che poi vanno restituiti perché non si cada in usura. Se invece sono già finiti in usura, paghiamo il debito usuraio e lo trasformiamo in un debito legale. Garantiamo gratuitamente. Fermiamo denaro reale per il tempo del prestito fatto dalla banca. Con convenzioni tra fondazione e banca. In Italia nessuno ha fatto questo. È un’esperienza unica”.

www.napolicittasociale.it



0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer


Vatileaks/ P.Lombardi: prova impegnativa per Papa e Curia
Terremoti/ P. civile Emilia.: 100 feriti, oltre 13mila sfollati
Sisma Emilia/ Monti: domani Cdm prendera' provvedimenti
Terremoto/ Protezione civile, almeno 13 vittime e 6000 sfollati
Spagna/ Top manager Bankia hanno guadagnato 22 milioni nel 2011
Vaticano/ Lombardi, da Gabriele aiuto ampio e fruttuoso
BPM/ Gip, Finanziamenti irregolari a figlio Dell'Utri
Vaticano/ Padre Lombardi, altri interrogati ma non arrestati
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Vuoi cambiare casa?

Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
Cerca subito!

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso