"Umiliati dai tagli al 5x1000". La petizione del Forum del Terzo settore

Giovedì, 25 novembre 2010 - 15:30:00

"Ripristinate subito il 5 per mille": Vita e Forum del Terzo settore lanciano la petizione online

Banca Etica chiede il ripristino dei fondi del 5x1000

"Tagliare risorse è un paradosso e ci offende". Lo dichiara Andrea Olivero, presidente delle Acli e portavoce del Forum del Terzo settore, ad Affaritaliani.it, attaccando il governo sulla Finanziaria. Il ddl stabilità non prevede alcuno stanziamento per la social card e taglia del 75% i fondi previsti per il cinque per mille (da 400 a 100 milioni di euro). "Ci saremmo aspettati un altro trattamento a fronte di quello che abbiamo fatto per sostenere il paese che vive in una crisi economica e sociale imponente. Il cinque per mille non è carità, è un investimento". E sull'azzeramento della social card: "Non è tollerabile che di fronte alla crisi a pagare siano sempre i più poveri".

andrea olivero
Andrea Olivero

La Finanziaria di quest'anno taglia i fondi per il cinque per mille, strumento scelto invece in maggioranza dai contribuenti per finanziare il Terzo settore...
"Siamo preoccupati perché in questi anni abbiamo lavorato molto perché c'era una crisi economica e sociale imponente nel nostro paese e le risorse del cinque per mille sono state spese in questa direzione. Ci saremmo aspettati un altro trattamento a fronte di quello che abbiamo fatto. Visto anche che moltissimi cittadini, 15 milioni di persone, hanno scelto di finanziare il Terzo settore: vuol dire che c'è tanta gente che crede nelle onlus".

Negli anni passati c'è stato un ritardo nell'erogazione delle donazioni del 5 per mille. I soldi adesso stanno arrivando?
"Il ministero del Lavoro ha trovato delle modalità per il conteggio e l'erogazione dei soldi. C'è sempre un anno di differenza tra quando le donazioni vengono raccolte e quando vengono erogate e attualmente deve essere ancora pagata una annualità. L'importante è che ci sia una data certa nel pagamento perché così le organizzazioni possono pianificare la loro attività: quello che noi chiediamo è appunto la stabilizzazione.

Pochi giorni fa la stabilizzazione del cinque per mille è stata promessa entro la fine della legislatura dal vicepresidente della Camera Maurizio Lupi...
"La stessa dichiarazione era stata fatta anche dal vicepresidente del Senato Vannino Chiti (Pd, ndr). Sulla stabilizzazione c'è una larghissima maggioranza in Parlamento. Il problema è che manca l'autorizzazione del ministero delle Finanze perché c'è bisogno di copertura quando ci sono dei testi con impegno di spesa. Capisco che il ministro dell'Economia Tremonti abbia difficoltà a stanziare delle risorse ma il Terzo settore non è come gli altri, ha bisogno di questi finanziamenti per crescere. Il cinque per mille non è carità, è un investimento e siamo delusi dal fatto che non lo stiamo vedendo".

Potreste prendere in considerazione l'ipotesi di avere meno fondi ma stabilizzati?
"No, il cinque per mille è una misura adeguata ed è anche l'unica misura vera di sostegno al Terzo settore. Non credo che 400 milioni sia una cifra sproporzionata rispetto a quanto le onlus stanno facendo in Italia. Non dimentichiamo che gran parte delle organizzazioni sociali amplia poi le risorse con le donazioni dirette dei cittadini e utilizza in media il cinque per mille come fonte di sostentamento solo per il 30-40%, al massimo 50%, delle risorse complessive che riceve. Il cinque per mille serve come volano per la solidarietà".

In Finanziaria è stato anche azzerato il fondo per la social card. Come valutate questa decisione?
"Non siamo contenti perché anche se la social card era uno strumento imperfetto era anche l'unico che era stato messo in piedi per contrastare la povertà assoluta. Il rischio è che adesso non rimanga assolutamente niente per contrastare la povertà. Eravamo disponibili a revisionare la social card ma adesso alziamo la voce perché ci sembra paradossale che di fronte alla crisi a pagare siano sempre i più poveri".

Un esempio su come si potrebbero trovare i fondi?
"Per avere fondi immediati bisogna tagliare le spese militari: in aeronautica e nella marina militare sono stati fatti investimenti cospicui negli ultimi anni ed è stato creato un sistema costosissimo. Poi si può anche pensare a una riforma dello stesso welfare. Questo non significa però tagliare ma distribuire diversamente le risorse".

E anche le tariffe postali agevolate per il non profit, prima tagliate poi in parte ripristinate (30 milioni di euro), sono bloccate dalla mancanza di una firma...
"Sì e c'è anche una disparità di trattamento da parte del governo tra le grandi organizzazioni e le piccole onlus. Per le prime il taglio delle agevolazioni ha avuto un impatto minore mentre le seconde sono state costrette ad annullare le spedizioni. Per loro non è stato fatto nulla, è grave perché rischia di penalizzare dei soggetti sì piccoli ma rilevanti per la costruzione delle reti di Terzo settore. Chiediamo di ripristinare la norma che era stata abrogata a inizio aprile, mettendo magari dei tetti alla spesa. La soluzione non è sicuramente quella di togliere completamente i benefici visto che anche lo Stato ha tutto l'interesse alla promozione della sussidiarietà".

Stefania La Malfa

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