Haiti, il bilancio di Medici senza frontiere
A un mese dal devastante terremoto dove hanno perso la vita anche sette operatori di Medici senza frontiere, il lavoro delle ong riguarda le cure post-operatorie e il miglioramento delle condizioni di vita dei civili. Msf sta lavorando in più di 20 luoghi nell’area di Port au Prince e anche nei dintorni, nelle città di Leogane e Jacmel, e ha allestito 10 sale operatorie per interventi chirurgici più complessi e altre 5 sale operatorie per interventi di minore entità. Dal 12 gennaio Msf ha curato più di 18mila pazienti e ha realizzato più di 2000 interventi chirurgici. Attualmente lavora con oltre 1800 operatori in totale, di cui 1450 locali. Circa 1400 tonnellate di attrezzature mediche e altro materiale sono state inviate nel paese, anche attraverso il territorio della Repubblica Dominicana e altre 350 tonnellate di aiuti arriveranno nelle prossime settimane.
Dal punto di vista medico, le priorità ora sono le cure post-operatorie e il ripristino dell’assistenza sanitaria di base e quella per i casi cronici. L’organizzazione ha già aperto quattro siti specializzati in cure post-operatorie: a Delmas 30, a Lycee nell’area di Champ de Mars, nell’ex-asilo Mickey e a Promesse. Un'altra clinica per 150 pazienti sarà a breve aperta a Sarthe. Nelle prossime settimane la ong aumenterà i posti-letto disponibili per poter prendere in cura il maggior numero di pazienti possibile, compresi coloro i quali sono stati operati in altre strutture che però non sono in grado di fornire cure post-operatorie. “ Il problema oggi – spiegano gli operatori - è che stanno partendo alcune equipe mediche intervenute a Haiti nella prima fase dell’emergenza, lasciando così scoperti alcuni bisogni sanitari”. L'associazione è anche impegnata in progetti di salute mentale: "Il supporto psicologico è estremamente importante soprattutto per persone che hanno subito ferite gravi, specialmente amputazioni", sottolinea Msf che ha attivato anche cliniche mobili che possono raggiungere i pazienti nei campi sfollati.
C' è preoccupazione per l’avvicinarsi della stagione delle piogge; molte persone non hanno ancora ricevuto tende e kit igienici, molte altre non hanno avuto ancora accesso all’acqua pulita e mancano strutture igienico-sanitarie. “E’ difficile credere che a un mese dal sisma un numero così elevato di persone vivano sotto i teli in mezzo alla strada”, dice Christophe Fournier, presidente internazionale, a Haiti nei giorni scorsi. “Msf ha distribuito tende, kit igienico-sanitari e il necessario per cucinare, ma soprattutto si sta dedicando all’assistenza medico-sanitaria. Ci chiediamo come ci possa essere una distanza così grande tra le promesse di massicci finanziamenti nel paese e la lentezza nella distribuzione degli aiuti. MSF è preoccupata che con l’arrivo della stagione delle piogge ci potranno essere nuove emergenze mediche, considerando che le persone vivono senza ripari e vengono da noi con infezioni respiratorie e diarrea”.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















