Lotta alla povertà/ Actionaid: "Ancora tagli, cosi scompare la cooperazione in Italia"
"Nel triennio 2008-2011 la cooperazione allo sviluppo gestita dal ministero degli Affari Esteri ha registrato un taglio del 78%, raggiungendo il minimo storico di 158 milioni di euro alla fine del primo semestre 2011. Per effetto dei tagli del giugno 2011, il bilancio della cooperazione del ministero Affari Esteri potrebbe contrarsi per altri 100 milioni di euro nei prossimi tre anni". Questa la denuncia del Rapporto di ActionAid "L'Italia e la lotta alla poverta' nel mondo", dal titolo "Fuori classe" presentato a Roma.
In valore assoluto, si legge nel rapporto, i tagli effettuati sono pari a quanto si risparmierebbe dalla rinuncia alla costruzione di uno dei 131 caccia bombardieri F-135, alla meta' delle spese del voto referendario e amministrativo non accorpato o a sei mesi di operazioni militari in Libia. Guardando alle spese militari, si vede che a differenza di quanto registrato in molti Paesi europei, nell'ultimo triennio queste sono rimaste intatte (pari a 28 miliardi di euro all' anno) e lo stesso vale per i costi delle missioni militari all'estero (circa 1,5 miliardi di euro l'anno). A essere invece diminuito e' il peso finanziario degli interventi civili di cooperazione approvati con la proroga dell'intervento militare. "Questi tagli- spiega il curatore del rapporto Jacopo Viciani- significano che la cooperazione rischia di scomparire".
La denuncia di ActionAid contro i tagli del ministero degli Affari Esteri si inserisce nel quadro generale dell'aiuto pubblico allo sviluppo (Aps). Questi i dati: nel 2010, il peso dell'Aps italiano sul Pil nazionale e' stato dello 0,15% - a fronte di una media europea dello 0,46% - con una riduzione in termini reali del 32% rispetto al 2008.
In termini assoluti si tratta di uno stanziamento pari a 2,3 miliardi di euro. Rispetto alla contrazione dell'economia, dopo l'Austria e la Repubblica Slovacca, l'Italia e' il Paese che taglia di piu' il proprio aiuto. Al netto delle cancellazioni del debito, il rapporto Aps/Pil italiano nel 2010 e' stato dello 0,14%.
Nel 2011, la cooperazione gestita dal ministero degli Affari Esteri pesa sul bilancio dello Stato lo 0,025% (era lo 0,1% nel 2008), mentre tutto l'Aps iscritto al bilancio pesa appena lo 0,28%, includendo i trasferimenti obbligatori all'Unione europea. Eppure, nonostante la crisi economica e sociale, il 68% degli italiani vorrebbe mantenere almeno le promesse o, addirittura, aumentare l'aiuto, mentre solo un 3% sarebbe propenso a una sua riduzione.
Nel febbraio 2011, ActionAid ha distribuito un questionario a circa 160 aziende con cui collabora per capire come viene valutata la cooperazione italiana. Dalle risposte del campione e' emerso in modo condiviso un giudizio critico sulla dimensione finanziaria della cooperazione italiana. È stata soprattutto evidenziata la scarsa conoscenza che le imprese hanno delle attivita' del ministero degli Affari Esteri in termini di cooperazione allo sviluppo e la necessita' di un intervento governativo piu' incisivo a sostegno di questo settore anche attraverso altri strumenti di fiscalita' di vantaggio come la stabilizzazione del 5 per mille.


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