A Terni si insegna il rugby per prevenire il bullismo
Il rugby come antidoto al disagio giovanile e al bullismo. E’ lo scopo del progetto “Ka mate ka ora”, nome che riprende l’incipit della danza Maori eseguita dalla nazionale di rugby neozelandese prima delle gare internazionali, realizzato dal Rugby Terni nell’ambito del bando di concorso regionale “I giovani sono il presente”. Il progetto prevede un investimento di circa 152.000 euro in tre anni., di cui 126.273 (l’80 per cento) arriveranno dalla Regione. “Siamo convinti che la filosofia di questa disciplina sportiva, applicata nelle scuole elementari, medie e superiori possa essere un aiuto efficace contro tante problematiche psicologiche dei ragazzi – spiega Jacopo Borghetti, uno dei tre giovani tecnici della squadra che insieme con Marta Corazzi e Valerio Guidarelli hanno dato vita al progetto - disagio giovanile non significa soltanto bullismo, ma tutta una serie di problematiche comportamentali spesso derivanti dalla noia. Lo sport, e il rugby in particolare, possono essere un ottimo veicolo per tenere occupati i ragazzi con qualcosa di sano”.
Saranno circa 400 i ragazzi coinvolti nella prima fase del progetto che terminerà a giugno, un migliaio entro la fine dell’anno. Per il momento saranno venti le classi coinvolte nelle scuole di Terni, ma il programma sarà esteso anche ad alcuni istituti di Marsciano, Spoleto, Foligno, San Gemini e Amelia. Tecnici e psicologi del Rugby Terni entreranno nelle scuole, ma lavoreranno anche in collaborazione con le cooperative sociali, con le case famiglia, con il Tribunale dei Minori. Gli obiettivi sono diversi: da una parte si punterà alla prevenzione del bullismo coinvolgendo in maniera indifferenziata i ragazzi delle scuole elementari, medie inferiori e superiori in sessioni teorico- pratiche sul rugby; dall’altra si punterà al recupero di ‘ragazzi difficili’, di casi conclamati di bullismo con un inserimento graduale nell’attività rugbistica, coinvolgendo non solo i ‘bulli’ ma insieme a loro anche i ragazzi vittime dell’aggressività dei compagni. I ragazzi, inoltre, saranno coinvolti in scambi culturali con società sportive francesi e inglesi, dove il rugby è già da tempo utilizzato a fini di recupero sociale.
Nel campo di allenamento di Vascigliano, in provincia di Terni, è prevista inoltre un’attività di ‘doposcuola’ in un’aula allestita con computer e biblioteca; qui i ragazzi partecipanti al progetto, nelle due ore prima dell’allenamento, potranno essere aiutati nei compiti da personale qualificato e dagli stessi compagni. Gli educatori che opereranno nelle scuole e sul campo sono stati formati e preparati grazie alla collaborazione di Maurizio Bechi della Asl4. “Molto meglio la socializzazione tramite lo sport che i semplici interventi sanitari - sostiene quest'ultimo - e spesso infatti l’ambulatorio non è la sede migliore per la cura del disagio psichico dei giovani”.



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