Aids, dagli anticorpi nuove speranze per il vaccino
Non sembra più una chimera la possibilita' di arrivare a un vaccino preventivo contro l'Aids, e questo grazie alle naturali proprietà immunizzanti degli anticorpi prodotti da alcuni gruppi di malati. E' la prospettiva tratteggiata dagli esperti riuniti alla conferenza mondiale Ias 2011 in corso a Roma. Nel suo intervento nel corso della sessione plenaria, Gary Nabel, Direttore del Centro di Ricerca sui vaccini presso l'Istituto americano di Allergologia e Malattie Infettive (NIAID) ha dichiarato che, nonostante il vaccino per l'AIDS ponga una sfida eccezionale alla ricerca e che i progressi siano stati lenti, "due recenti dati hanno ridato ottimismo alla prospettiva di mettere a punto un vaccino. Innanzitutto, nonostante l'efficacia stia stata modesta, la sperimentazione dell'RV144 condotta in Thailandia ha fornito una "prova concettuale" del fatto che un vaccino possa prevenire l'infezione HIV nell'uomo, piuttosto che semplicemente controllare la viremia. Il che, ovviamente, ha implicazioni significative, in virtu' del suo potenziale impatto in termini di salute pubblica. In secondo luogo, e' stato appurato che un numero consistente di individui con HIV (10-25%) produce anticorpi in grado di neutralizzare il virus.
Nel corso dell'ultimo anno, da diversi gruppi di ricerca sono stati messi a punto anticorpi altamente neutralizzanti facendoli derivare da quelli prelevati da questi soggetti". Utilizzando particolari strategie di progettazione razionale di un vaccino basato sulla struttura di questi anticorpi, Nabel e il suo gruppo di ricerca hanno identificato un anticorpo umano, denominato VRC01, che neutralizza piu' del 90% dei ceppi virali esistenti in natura. Acquisito questo dato, e' stato possibile comprendere come questi anticorpi vengono generati negli umani.
"Questi progressi forniscono una conoscenza estremamente importante per la progettazione di un vaccino contro l'AIDS e aprono le porte a una nuova strategia di prevenzione per il sistema immunitario". Nabel ha concluso affermando che "la necessita' di trovare un efficace vaccino per l'AIDS non e' mai stata piu' urgente e che diventera' sempre piu' difficile condurre sperimentazioni sull'efficacia in futuro".



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